Di sesta e di settima grandezza

Il non detto tende a prevalere sull’asserzione, l’inspiegato e inspiegabile sulla facile evidenza.
Il percorso per necessità si conduce convocando sia il visibile che l’invisibile, le stelle che l’occhio nudo può cogliere, fino alla sesta grandezza, e quelle – oltre la settima grandezza – per cui il nudo e corporeo strumento umano non è più sufficiente.

La poesia si fa quindi strumento ulteriore, tenta il superamento dell’occhio-ragione, rischiando di tangere l’immaginifico e il fantastico, per attingere all’intuizione.

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