Limina – I. Cinque poesie di Mauro Barbetti, Raffaela Fazio, Sergio Gallo, Annalisa Rodeghiero, Stefano Vitale

* * *

“E ora ci domandiamo: ma questo è veramente tutto ciò che esiste, o è solo un universo tra infiniti altri?”
da   Vi racconto l’astronomia, 2002 – (M. Hack)

Un tempo dovevano essere diversi
i cieli sopra questo emisfero
la posizione degli astri
Lucifero ed Espero
diversi il vuoto e l’attesa
le speranze umane le gesta
le parole usate e a che scopo
una mano verso l’altra protesa
un piede che parte l’altro che resta
i giorni del prima e quelli del dopo
e tutti gli io che sarei stato 
o non stato cambiando antefatto.

di Mauro Barbetti, da Post-dialogo (Canzoniere per Margherita Hack), in Versi laici (Arcipelago Itaca ed. – 2017)



* * *

Lungo le coste 
un vento spinge i fuochi 
delle torri. 

Ogni fiamma 
è fedele a un disegno 
di cui ignora la misura 
e ne allaccia i confini tra le altane 
disadorna. 

Così, nel vivo dell’amore 
due stoppini: 
l’invisibile intrecciato 
a poca carne.

di Raffaela Fazio, da Tropaion, puntoacapo Editrice, 2020


3.

Miriadi, nel frattempo, di stelle
collassano in supernovae,
miliardi ne vengono forgiate
negli uteri-fornace
di lontanissime nebulose.
Ma ciò che l’occhio può vedere
con stupore e incanto delle
parabole di quelle incandescenti
sfere, all’oppio appartiene
del più remoto passato.

di Sergio Gallo, da Approdi/Landings, Arsenio Ed., 2020



* * *

A oriente di qualsiasi origine
si vestiranno d’alba. Ne coglieranno
l’essenzialità oltre ragione-
La promessa prima, verrà conservata.
A tutto ciò che deve ancora essere
la sposa innalzerà altari, occhi.
A tutto ciò mai torri, né ombre.
Nel bianco-  in quella precisa tonalità di bianco,
il valore indiscusso della verità.

di Annalisa Rodeghiero, da A oriente di qualsiasi origine, inedito


In questo incerto confine

I.
Non siamo dentro e neppure fuori
in questo incerto confine mobile
che cambia nei giorni di vento
quando incespica il passo
nel filo dell’ombra impassibile
oltre il lembo di luce morente
è insondabile quel che
fa la differenza

II.
Stare fermi, non fare un passo oltre
l’Altro è il confine, attimo che s’inarca
nella comune trama segreta
tregua della perfetta imperfezione
senza una soglia il passo del cielo
è pietra tombale
e il profumo dei tigli sul viale
è il solo felice confine
da attraversare

di Stefano Vitale, da Incerto confine, disegnodiverso, 2019, p. 42



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