Poeti (di Torino) in 10 righe # 2: Gian Piero Bona

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Gian Piero Bona (Carignano, 1926 – Moncalieri, 2020), ha all’attivo, dagli anni ’60, opere di narrativa (da Il soldato nudo, 1960, II ed. Longanesi, 1972, all’autobiografico L’amico ebreo, Ponte alle Grazie, 2016), sceneggiature televisive (da La monaca di Monza, film, 1965), teatro (Le tigri, Garzanti, 1983), traduzioni (per primo in Italia: Il Profeta, di K. Gibran, Guanda, 1968), studi esoterici (celebre il suo Magia sperimentale. Manuale pratico, Ed. Mediterranee, 1977). In poesia esordisce nel 1955 con I giorni delusi, (Mondadori); le sue ultime raccolte edite sono – dopo circa quindici volumi, tra cui Gli ospiti nascosti, Einaudi, 1990 – Le lontananze, Aragno, 2015 e La volontà del vento, Mondadori, 2018.

In una eccellente intervista di Antonio Gnoli (La Repubblica, 20.3.2016) G.P. Bona fornisce una definizione sintomatica della sua poesia: “È vivere verticalmente ciò che gli altri di solito subiscono orizzontalmente“. Il viaggio biografico in geografie classiche (Egitto, Asia Minore, Grecia) si è specchiato nel viaggio tra diverse aree, registri e sentimenti dell’espressività. Anche in poesia, dove si è mosso dalle forme d’ispirazione neoclassica de I giorni delusi, allo schietto erotismo di Canzonette priapee (ES, 2005), tra tradizione e contemporaneità, esplorazione e «contraddizione».

https://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Piero_Bona

Il guardiano
Catalogare mostri e ombre perenni
in biblioteca, e con curiosità
e trucchi brutali specchiarsi indenni
nell’argento della creatività;

sfidare il notturno dei capitani
che stracciano le pagine contenti,
sporcando i tuoi quadrati asciugamani
di vergine; nel cobalto dei venti

attirare i più segreti accostamenti
e formare il tuo spazio, è importante.
Un cane c’è sempre negli spaventi

che protegge il colpevole e le gare
da eroe. In casa il guardiano è importante
per un’opera nuova da rifare.

da Sonetti maestosi e sentimentali, Scheiwiller – All’insegna del pesce d’oro, 1983



* * *

Per caso, se un mattino all’alba
puoi figurarti il cielo a scala
tutto abitato da sapienti mondi,
e nel giardino udire piante
che riflettono o pietre sul sentiero
intelligenti o spiriti che insegnano
nell’aula di una selva, allora
lasciati pur prendere per pazzo e
gètta giù i tuoi libri da una rupe

da Gli ospiti nascosti, Einaudi, 1989




* * *

Nelle mutande del mare è una porpora:
il cazzo è una tortora,
è un mollusco che ci pende
con grande coraggio
La vita carnale è un ermetico saggio.
O rosa (rosa
virile s’intende)
fra le gambe ti portiamo
da secoli. Ma per cosa,
o fantastica rosa?

da Canzonette priapee, ES, 2005



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