Canto dell’iniziato – II, di Léopold Sédar Senghor

Fotografia da Poesia, Crocetti Editore, Anno XV, n. 158, Febbraio 2002, copertina (dettaglio)


I – (per tre flauti)

II – (per due trombe ed un gorong)

O tromba in mio soccorso! Nella foresta dei suoi capelli mi sono smarrito
Tromba sotto la tua patina nera, avorio maturato con pazienza nel fango nero.
Scivolo sulle orme dei pachidermi, sul ponte saponoso dei suoi enigmi.
Come sciogliere gli intrighi delle liane, acquietare i sibili dei serpenti?
E di nuovo risuona la mia pena, ma risponde solo un’infausta sirena
E di  nuovo risuona il mio lamento, ma  rispondono solo  grida d’uccelli muti
Come bambini sgozzati nella notte, ed il fuggire delle scimmie rosse.
Le tzè tzè e i frou frou  tormentano la mia angoscia e io sudo e tremo dal  freddo.
Ma il rispondere del suo canto limpido nella radura mi è conforto e guida
E le reminiscenze delle essenze dei fiori, di cui mi bagnerò in grida di gaudio.
Oro verde del suo colorito più dolce del rame, fusto liscio della anima sbocciata 
Nel sole e nell’aliseo, gruppetti di palme al di sopra delle paure primordiali
O Foresta antica  piste perdute, ascoltate il canto puro del Pellegrino.

Traduzione di Alfredo Rienzi
in AA.VV., Nuit d’Afrique ma nuit noire / Notte d’Africa mia notte nera, a cura di Antonella Emina, Harmattan Italia, 2004, pag. 133-134


(pour deux trompes et un gorong)

Ô trompe à mon secours! Je me suis égaré par la forêt de ses chevaux
trompe sous ta patine noire, ivoire patiemment mûri dans la boue noire.
Je glisse sur le pas de pachydermes, sur le pont savonneaux de ses énigmes.
Comment dénouer le ruses des lianes, apaiser les sifflements des sserpents?
Et de nouveau l’appel blessé, mais seule une sirène sinistre répond
de nouveau l’appel qui lament, mais seule me répondent des cris d’oiseaux muets
comme d’enfants que l’on égorge dans la nuit, et la fuite des singes rouges.
Le tsétsé et froufrous taraudent mon angoisse, et je sue et tremble de froid.
Mais le répons de son chant clair en la clairière est le réconfort qui me guide
mais le senteurs des fleurs remémorées, dont je me baignerai dans le cris d’allégresse.
Or vert de son teint plus doux que le cuivre, fût lisse de son âme épanouie
dans le soleil el l’alizé, bouquets de palmes au-dessus des peurs primaires
O  Forêt ancienne pistes perdues, entendez le chant blanc du Pèlerin.

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...