Cinque inediti di Gianfranco Isetta



Separazione
 
 In quel profumo buio che ora aleggia
nei dintorni e si abbrevia l’orizzonte
sto esalando il respiro non sapendo
bene quel che m’attende e non m’importa
forse perché il corpo ha il suo destino.
 
Le nostre strade stanno per dividersi
auguro un buon viaggio ad ogni tua parte
per i nuovi percorsi che le attendono.
Ora mi sto chiudendo come a riccio
e una luce si spegne nella bocca (*).
 
Di un silenzio divino ho bisogno
un pensiero nascosto che protegga
quella operosa fucina di notti
sospirose per scelte non concluse.
 
E mentre si avvicina non prevalgono
né ansie né rimpianti e si rimane
in attesa che giunga tempestiva
come nel sogno una definizione.
  
(*) cit. George Trakl



Elfi e gnomi
 
C’è un mondo d’elfi e di gnomi che attende
alle frontiere dei pascoli lievi
sulle pendici e nei boschi appennini
che mai sguardi d’intesa non disdegnano.
 
Li puoi incontrare frugando fra l’erba
o le radici seguendo le tracce
di quelle lucciole amiche che sempre
ai loro sguardi sinceri s’accendono.
 
Così l’avrei voluto il mio destino
sugli incanti nei volti da scoprire.
Ora attendo la notte misurando
la lunghezza dell’ombra di una crepa
 
zigzagante sul soffio del mio vivere.




Interpretazione del tramonto
 
Dovremmo interpretarlo quel tramonto
tra versanti riposti nella nebbia
per conquistarne il senso e l’intenzione
 
sapere cogliere la sua apparenza
come rovescio di strana bellezza
che s’interpone al sorgere del sole.
 
E si propone negli occhi l’ebbrezza
contro il bagliore regale di un cielo
a scivolare intento dietro un monte
 
e che vuole cambiare di ora in ora
le nostre mani aperte a risalire
la curva concava dell’orizzonte.



A colazione sul prato
 
 In quei giorni si stava con le viole
scambiandoci all’incontro i nostri volti
e gli alberi inchinavano le braccia
allo splendore azzurro dell’estate.
Era come spargessero una brezza
su noi, per la dolcezza di qualche ora.
 
E adesso sarà bello ritrovarci
ci basteranno pochi rami spogli
tenendoci per mano intorno al fuoco
che lievita orgoglioso dal suo ceppo
proveremo a mimare un lieve canto
acciocchè sia fatto il bene delle foglie.

Al tocco di una soglia

Mi segnala novità
in arrivo dal fiume
l’alba che aggiunge un’ora
al mio destino atteso.

Aspiro luce accesa
illuso dall’idea
che io la possa vivere
in tutti i suoi colori.

Mi sporgerò pian piano
con la quieta speranza
che s’aggrappa alle mani

distese tra quei rami
decisi a non piegarsi
al tempo che rimane.


Gianfranco Isetta è nato a Castelnuovo Scrivia (AL) nel 1949. Laureato in Statistica presso l’Università Cattolica di Milano, è stato per dieci anni sindaco di Castelnuovo, promuovendo il Centro Internazionale di Studi «Matteo Bandello». Ha pubblicato: Sono versi sparsi (Joker, 2004), Stat rosa (puntoacapo 2008, entrambi con pref. di Giorgio Bárberi Squarotti); Indizi… forse, (ivi 2011, antologia con inediti e interventi critici, Premio «Oubliette» 2013); Passaggi curvi. Poesie non euclidee (Pref. di Alessandra Paganardi e Nota di Ivano Mugnaini, ivi 2014, Premio «Città di Acqui Terme» 2017 e «Nuove Lettere»; Gigli a colazione (ivi 2017), Premio L’Arte in versi di Jesi. Un suo testo letto è stato inserito nel Poetry Sound Library, archivio internazionale di voci poetiche a cura di Giovanna Iorio. È presente in antologie nazionali e estere. E’ membro della giuria del Premio di poesia Gozzano. E’ appena uscita la nuova raccolta poetica Senza turbare il cielo (puntoacapo, 2021)






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