Poeti (di Torino) in 10 righe # 12: Riccardo Olivieri

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Riccardo Olivieri (San Remo, 1969) è laureato in Economia, ha lavorato in Piemonte, Lussemburgo e America Latina; vive dal 2000 a Torino, dove lavora come ricercatore di marketing. Ha pubblicato, in poesia, raccolta Diario di Knokke (Nuova Compagnia Ed., 2001, pref. di D. Rondoni), Con l’editore Passigli Il risultato d’azienda, (Passigli, 2006, pref. di S. Verdino), Il disgelo (Raffaelli, 2008), Difesa dei sensibili (Passigli, 2012, pref. di D. Rondoni, nota di M. Morasso), A quale ritmo, per quale regnante (Passigli, 2017). Nel 2020 puntoacapo ripubblica Diario di Knokke e altre poesie, con nota alla nuova edizione di D. Mencarelli.

La poesia di Olivieri ha mantenuto, nelle varie tappe della sua opera, sempre una felice misura tra colloquialità e sospensione, tra un dato di realtà e una mobile filtrazione inventiva. “Intimo e civile come Vittorio Sereni” (che ne è stato il primo e ne è il più forte riferimento), diceva Stefano Verdino nella prefazione a Il risultato d’azienda. E questa sua dimensione si è confermata nelle raccolte successive, dove una parola accorata e limpida, ma non passiva, si cala in una quotidianità dai larghi confini, resa con “tenerezza e forza, amore e malinconia, esperienza e memoria […] profondamente fedele al nocciolo etico della propria ispirazione(G. Conte).


(Il lupo è un animale fedele)

Il lupo è un animale fedele,
capace di guaìre notti intatte e inascoltate
                                                ma convinto,
soffrire certo – anche per amore –
dilaniare carni in causa e piangere durante,
respirare l’aria fatta sangue
            e non prendere più sonno.
Il lupo sente tutto il polmone nella corsa,
il terreno prendere l’appoggio sulle belle zampe,
il ventre atterrarsi aggioiato sul cumulo di neve
                        e tra il fiato attendere compagni.
Il lupo è un animale sociale – lo si sa – ma
niente peggio di quei documentari sopra i lupi
fatti di leggi distinzioni regole del branco; un lupo è
                                                                       altro:
 silenzio, amore, zampe.

da Diario di Knokke, Ed. La Nuova Agape, 2001 –
nuova edizione Diario di Knokke ed altre poesie, puntoacapo, 2020



(è che è così, ti ho vista verticale)

è che è così, ti ho vista verticale tra le case,
nella stanza, dal basso,
            irradiare
seduta col tuo cioccolatino nudo,
piena di caffè tra i liquidi
che ti fanno viva
zitta per l’ambra degli occhi
che rende falso ogni parlare,
a me accucciato tra i volumi
hai detto
            Era impossibile
            quadrare il sogno,
e adesso guarda

io sono stato
davanti al vetro dell’amore,
tutto avuto per quei raggi dal basso,
                                               un minuto.
è che è così essere vivi.

da Il risultato d’azienda, Passigli, 2006



(Per fortuna che vi amo…)

 per Alberto, appena arrivato
e Roberta, appena andata

Per fortuna che vi amo, delicata
mia estensione a l’universo,
vi amo – in questa maestosa stanza al freddo;
vi amo al telefono con le sterpaglie umane,
vi amo mentre stringo i pugni,
nella (mai) sacra prosecuzione
                                               della prosa,
vi amo nella costruzione della casa,
mentre non metto i fiori ai morti,
nella volontà sicura che Roberta
lo vede;
vi amo se ho un biglietto di treno in tasca,
a quarant’anni riscrivendo il curriculum vi amo
– voi – netta consapevolezza del mio sguardo.

da Difesa dei sensibili, Passigli, 2012.

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