Il corvo bianco, di Piero Bigongiari


Il corvo bianco

Un’illusione verde giù dal nero
dei graticci si espande, su dal nero
rugoso: gravità dell’illusione
senza centro nel sole, primavera,
mia primavera ultima, mia prima,
tornata tra gli spini della terra
a strisciare tra i dumi e le ombre forti
dei candori nevati: i prati attendono
il bramito dei cervi, il polverio
fresco del bosco entro cui batte il picchio
frenetico ed il vento par di brina.
Aprite, stelle, l’occhio nella notte
del cuore, rivelatevi, illusioni,
lasciate il ramo, scendete scendete
a terra ancora verdi, non col secco
sgrigliolio rosseggiante dell’autunno.
Il corvo bianco beccherà tra l’erba
d’una eterna stagione: sarà un fiocco
di neve mossa dall’alto dei cieli.
Batte il martello sulle assi schiodate.

da Il corvo bianco, Edizioni delle meridiane, 1955

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