Parole sulla poesia: consigli dell’ultimo www.enerdì del mese # 3/2021

interventi, saggi, recensioni, attualità e memorie dal web
la poesia non sia mulinello di leggi-e-getta

Gabriella Cinti, Tarocchi e labirinti: il gioco ontologico di Emilio Villa, su Le parole e le cose, 18 marzo 2021

…occorre rilevare sin da subito come il viaggio villiano sia caratterizzato dalla dimensione dell’Enigma, interrogato e declinato nelle forme di un ludus del tutto speciale nei Tarocchi e in quelle erratiche mitico-archeologiche (nel senso letterale del termine) dei Labirinti. […] Villa tende a ribaltare continuamente i confini di ragione e delirio, voce e scrittura, coscienza e avventura intellettuale, sacro e desacralizzazione,  engagement e ludus, fino a sconfinare spesso nel comico e nel grottesco. Pertanto compare come centrale in queste due opere la dimensione del “gioco”…leggi tutto

Anna Maria Curci, su Le segrete del Parnaso. Caste letterarie in Italia, di Marco Onofrio. Terra d’ulivi edizioni 2020, su Poetarum Silva, 2 marzo 2021

Le segrete del Parnaso denuncia, dunque, ovvero espone alla conoscenza, enunciandone esempi e manifestazioni, uno spostamento dall’attenzione all’opera letteraria come frutto, dinamico e in dialogo con altre opere, di quella “officina” del “leggere, scrivere, studiare”, a ‘emissione’ della catena di montaggio dell’industria culturale, a prodotto che deve essere vendibile, smerciabile; un prodotto che sia, preferibilmente, di facile consumo, da promuovere e lanciare, per poi, inevitabilmente, dimenticare in modo da lasciare il posto alla miriade di altri simili ‘beni’ che, in un meccanismo oliato al fine di una incessante riproducibilità, premono per essere promossi, lanciati, scambiati con altri favori, e infine, a loro volta, dimenticati. …leggi tutto

Giorgio Linguaglossa: Intervista di Donatella Giancaspero a Giorgio Linguaglossa sulla sua monografia critica:  La poesia di Alfredo de Palchi. Quando la biografia diventa mito (Edizioni Progetto Cultura, Roma, pp. 144 € 12) con una selezione di poesie da Sessioni con l’analista (1967), su L’Ombra delle parole, 28 dicembre 2020

Alfredo de Palchi è un poeta asintomatico e che non è possibile irreggimentare in una corrente o una scuola o una linea correntizia della poesia italiana del Novecento. E poi direi che il maledettismo di de Palchi non è nulla di letterario, non è costruito sui libri ma è stato edificato dalla vita, come la poesia del grande Villon la cui poesia costituirà per de Palchi un modello e un costante punto di riferimento. Da una parte, dunque, la poesia depalchiana fu colpita dall’etichetta di collaborazionista e reazionaria, dall’altra non è stata mai compresa in patria dove le questioni di poetica venivano tradotte immediatamente in termini di schieramento politico-letterario. Con l’avvento dello sperimentalismo officinesco e della coeva neoavanguardia, la poesia di de Palchi venne messa in sordina come «minore» e «laterale» e quindi posta in una zona sostanzialmente extraletteraria. Esorcizzata e rimossa. Il destino poetico della poesia depalchiana era stato già deciso e segnato. …leggi tutto

Carlo Tosetti, Archivio del bianco, di Stefania Onidi, (Terra d’ulivi, 2020), su Poetarum Silva, 30 dicembre 2020

Le poesie contenute nella silloge potrebbero essere convertite in altrettante tele; l’architettura della raccolta, peraltro, suggerisce anche l’ambientazione di una personale idealmente collocata (gioco-forza) in disadorne sale, rigorosamente bianche, perché il bianco spadroneggia, nel titolo e nell’iniziale elenco di “enti” bianchi (della carta del silenzio della cera delle ossa della luna del latte del gelsomino della lacuna della vernice dei ghiacciai dei denti delle lenzuola delle stelle … leggi tutto

Superclassifica Show della poesia | I titoli più venduti dai piccoli e medi editori nel 2020, su Poesia del Nostro Tempo, 3 marzo 2021

L’aumento degli editori di poesia nel decennio trascorso, grazie alla stampa digitale, ha dato vita a un fenomeno quantitativo (con buona probabilità in Italia, ogni anno, si pubblicano all’incirca mille libri di poesia), che ha suddiviso le vendite e disorientato la critica e i lettori. Inoltre nell’anno della pandemia molti fruitori di poesia si sono riversati nei social. […] La crescita diffusa di pubblicazioni va in parallelo con la scomparsa delle riviste tradizionali, che fino al secolo scorso indirizzavano e filtravano. Molti siti di poesia non hanno ritenuto di trasformarsi in riviste con una una propria linea, metodi e operatività, e si presentano come archivi “muti” in quanto i post, utilizzati sui social come veicoli promozionali, sono suggestivi ma temporanei. …leggi tutto


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...