Tre poesie di Amelia Rosselli. Nella ricorrenza della sua nascita (Paris, 28 marzo 1930)

Ritratto da La libellula, Piccola Enciclopedia Studio Editoriale, 1985, dettaglio di copertina




(Quello stormire violento)

Quello stormire violento di uccelli, quel loro vezzoso
rialzarsi in sciami dagli alberi più duri
(ruggisce il tenero leone in una volata di pensieri
e la mia fede s’accende) quel loro posarsi sulle punte più sottili
quel loro abbandonarsi con lo sguardo distratto, questo
è il tuo desio, che sorvola sui miei monti d’angoscia
questo è il tuo caldo filo d’angoscia
che non sa.


da Variazioni belliche, 1964




(I fiori vengono in dono e poi  si dilatano)

I fiori vengono in dono e poi  si dilatano
una sorveglianza acuta li silenzia
non stancarsi mai dei doni.

Il mondo è un dente strappato
non chiedetemi perché
io oggi abbia tanti anni
la pioggia è sterile.

Puntando ai semi distrutti
eri l’unione appassita che cercavo
rubare il cuore d’un altro per poi servirsene.

La speranza è un danno forse definitivo
le monete risuonano crude nel marmo
della mano.

Convincevo il mostro ad appartarsi
nelle stanze pulite d’un albergo immaginario
v’erano nei boschi piccole vipere imbalsamate.

Mi truccai a prete della poesia
ma ero morta alla vita
le viscere che si perdono
in un tafferuglio
ne muori spazzato via dalla scienza.

Il mondo è sottile e piano:
pochi elefanti vi girano, ottusi.


da Documento 1966-1973, 1976




3.

questa notte con spavaldo desiderio
scesi per le praterie d’un lungofiume
impermeato d’antiche abitudini
ch’al dunque ad un segnale indicavano

melma, e fiato. Solo sporcizia
sì, vidi dall’ultimo ponte, dubitando
d’una mia vita ancora rimasta al
sole, non per l’arrosto ma per

il fuoco è buona: se a tutti divenne
già prima ch’io nascessi – indifferente

la mia buona o cattiva sorte, dall’altr’angolo
che non da questa visione crematorizzata

della mia e vostra vita terrorizzata
se resistere dipende dal cuore
piuttosto dalle sottane s’arrota
la Mistinguette, la vita sberciata
per un attimo ancora, se sesso
è cosi rotativo da apparire poi

vano a questo recitativo che mi
faceva passare per pazza quando
arroteandomi dietro ad ogni scrivania

sorvegliavo i vostri desideri d’essere
lontani dalla mia, rotativa nella
notte specchiata nel lucido del

vetro che copre le vostre indifferenze
alla mia stralunata morte.


da Impromptu, 1981


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