Poeti (di Torino) in 10 righe # 13: Loris Maria Marchetti

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Loris Maria Marchetti (Villafranca Piemonte, 1945) è poeta, narratore, critico letterario e musicale. Già responsabile della redazione del Grande Dizionario della Lingua Italianacuratore di diverse collane di poesia. Oltre che opere in prosa e di saggistica letteraria (ultima: Muse a Torino. Figure della cultura dell’Otto e Novecento, 2013) ha pubblicato numerosi volumi e plaquettes di versi, esordendo con Il prisma e la fenice (1977). Le ire inferme (1989) e i più recenti Suite delle tenebre e del mare (2016) e Le incognite dell’anima (puntoacapo, 2020) sono alcuni degli altri titoli. Del 2019 è la raccolta antologica, Latitudini fluttuanti. Poesie 1977-2017, con appendice critica, (puntoacapo)

Prevale nella vasta e modulata narrazione di Loris Maria Marchetti la presenza di un io poetante, che osserva, ricorda, commenta e considera, non raramente con ironia o arguzia, tra divertimento, malinconia e distacco. Marchetti predilige un linguaggio scorrevole e registri sobri, sorvegliati sia quando flettono al «verso libero di impostazione colloquiale» (M. Ferrari) sia quando attinge a elementi colti e forme più tradizionali. Una voce controllata per accogliere sguardi e riflessioni ramificate sulle più svariate regioni del dicibile, con “esposizione estremamente puntuale e attenta e precisa […] che per contrasto […] rileva […] l’inquietudine, il sommovimento, il tragico che c’è sotto, e che costituisce l’autentica ragione genetica di questa poesia”. (G. Bárberi Squarotti)

https://it.wikipedia.org/wiki/Loris_Maria_Marchetti

Strettamente riservate, personali

(a ***)

I.
«In fondo su Dio
i preti ne sanno all’incirca
quanto ne so io.
Concedo loro il vantaggio
di studi teologici più densi
e di fede (talvolta) un po’ più intensa.
Ma fede non è conoscenza
e uno stesso mistero ci circonda.
Avessero i dotti pastori
la dolce umiltà di riflettervi
risulterebbe forse più leggera
la dura ascensione al divino » .
 
da Suite delle tenebre e del marepuntoacapo Ed., 2016, p. 7
 
 
 

Il Tempo.
Parerga a un tema alquanto inflazionato.

1.
«Il Tempo è di Dio»  
proclamò don Michele
in una memorabile omelia
ai Santi Angeli Custodi, un argomento
non privo di avvincenti implicazioni.
 
2.
Certo
è che il tempo perduto o sprecato
mai più si recupera o risarcisce, sebbene
qualcuno lo abbia creduto o lo creda
possibile.
 
3.
La lotta contro il tempo, proprio in senso
quotidiano banale burocratico,
ci ritrova sconfitti quasi sempre…
Ma il tempo, lui, non ha età
e sempre siamo noi che ce ne andiamo.
 
4.
E che il Tempo si annienti fluendo
glorioso nell’Eterno è fede rastremata
e scabrosa, sempre aperta rimane
l’insondabile crepa per colui
che si accosta con rilassato viso.
 

da Regesti del Cosmo, Edizioni dell’Orso, 2011, pp. 33-34
 
 
 

Capricci di Mnemòsine
 
Si dimentica
tutto.
Ad eccezione di quanto
si vorrebbe
dimenticare.
 

da Stazioni di posta, Edizioni dell’Orso, 2007, p. 36
 
 
 

Meditazioni di Don Giovanni al tramonto
 
Prima

Ottobre è tradizionalmente tempo
            di visite a castelli e a ville patrizie.
E ormai la lista
            si è fatta alquanto lunga.
Come la serie delle compagne di viaggio –
            sempre diverse.
E di ciò non si sa più se vantarsi
            o malinconicamente dolersi.
 

da Le ire inferme, Edizioni dell’Orso, 1989, p. 35


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