(In)definizione della poesia.

(Microloquio provocatorio)

Il cantuccio delle nostre sicurezze vuole avere confini certi, tassonomie ordinate e definizioni chiare. Non sfugge all’ansia moderna e postmoderna il desiderio di sancire cosa sia poesia e cosa non lo sia. Illusorio! Non riusciamo a definire precisamente l’intelligenza, l’amore, la salute e la malattia, la terza e la quarta età. E neppure la vita e la morte. Figuriamoci la poesia! Accontentiamoci di farlo per una sedia, un piatto, un ago, una pietra, un cespuglio. Il che potrebbe non essere poi così scontato e comunque non è cosa di poco conto.

(Alfredo Rienzi, 2017)

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