La premurosa morte. Inediti di Adriana Tasin

La premurosa morte

*
Il precipizio era dall’acqua del rubinetto
alla palude del catino.
Intimorito lui intanto chiudeva
il portone di casa a doppia mandata
e tutto rimaneva al di là.
Al di là era apparizione:
morte improvvisa nell’abbraccio.
La più inaspettata.

Veniva sempre senza cappotto
bussava col segnale d’amica.


*
Dov’era l’appoggio, se mancava?
Non era la maniglia della porta
perno che apriva a nuova terra
(non più verso est).
C’era un braccio da stringere al gomito
Lei dal buio gli porgeva radio ulna.
Il compimento era stato asfaltato
stava ormai sotto i piedi
e la tosse smaniava in bocca
e mai approdava alla luce.
Era l’ora del nero.
Afferrò il premuroso gesto
sorridendo.


*
Non c’è età, per nessuno.
Qui siamo tutti bambini,
muti per un attimo, per un anno
ancora.
A bocca aperta osserviamo e
vediamo che viene che viene
ci mette in esilio in cella
in ergastolo eterno.
La notte chiude i passi
e ci apre la botola sotto i piedi.

Per gioco. Così, all’improvviso.


*
Non si ricordava più quando era successo
(non sembrava molto tempo ma)
sembrava passato un secolo.
Fotogrammi uscivano come un film
con tanti dettagli precisi dal muro giallo:
il foulard che cadeva a terra
il cappello trattenuto da una mano
la seicento verdina che sbucava dalla curva.
Tutti correvano per spostarsi di lato
e le voci sembravano resuscitate:
Mio padre lo ha sempre detto, ti somiglia!
Ah il vento di oggi porta via…
Bisbigli e risa. Bisbigli e risa.
La successione di fotogrammi era memoria
e la memoria si era sostituita alla vita.

Una mano lo incoraggiò
da dietro la schiena
e lui, avanzando, acconsentì.

Acconsentì ad andarsene, piano.
Entrò nella pellicola da 8 millimetri.
Ricomparve lì dentro
nell’aprile del 1967.
Nel lunotto si intravedevano
agitarsi due mani nell’aria
i fiori bianchi posati sul cofano
che, uno a uno, volavano via,
in faccia all’amore.





Adriana Tasin (Tione di Trento, 1959) vive a Madonna di Campiglio, dove insegna scienze matematiche. Si è dedicata per anni alla prosa, ma negli ultimi tempi ha focalizzato l’attenzione sulla produzione poetica. Ha ottenuto svariati riconoscimenti sia in ambito poetico che narrativo e suoi testi appaiono in riviste, antologie, e su blog letterari. Nel gennaio 2020 ha pubblicato la sua raccolta poetica d’esordio, Il gesto è compiuto, con puntoacapo Editrice; la raccolta ha ricevuto riscontri positivi vincendo il Premio Cecco d’Ascoli Opera Prima e risultando finalista al Premio Chiaromonte Gulfi, al Premio di poesia prosa e arti figurative Il Convivio e al Premio Le Pieridi, 2020. 


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