Rainer Maria Rilke, da Sonetti a Orfeo

Immagine: Orpheus, di James Barry, 1792




da Sonetti a Orfeo II

XXVII.

Esiste davvero il tempo, il distruttore?
Quando, sul monte immobile, spezzerà il castello?
E questo cuore, che appartiene infinitamente al dio,
quando lo violenterà il demiurgo?

Siamo davvero così angosciosamente fragili,
come il destino vuole farci intendere?
L’infanzia profonda e promettente,
si fa – poi – silenziosa nelle radici?

Ah, il fantasma dell’effimero
attraversa come un fumo
che l’accoglie senza sospetti.

Noi siamo questo andare alla deriva
e per questo abbiamo valore, come uso
divino presso le durevoli forze.


da “Rilke. Poesie. Sonetti a Orfeo“, cura e traduzione di Mario Ajazzi Mancini, Newton & Compton Ed., 1977, II Ed. 2005, pag. 131

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...