Poeti (di Torino) in 10 righe # 19: Angela Suppo

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Angela Suppo, torinese di nascita e di residenza, Laureata in Filosofia, ha svolto la professione di Insegnante e, per oltre vent’anni, di Preside di Liceo. Dopo un’attiva partecipazione alla vita poetica torinese, tra l’altro nel gruppo Tempo di Parole presso il Circolo dei Lettori e in Amado mio, che realizza l’omonimo periodico foglio di poesia, edita nel 2019 Senza indicazione di tempo, Premio Pannunzio 2020, esordio importante, per la casa Editrice (La Vita Felice), la Prefazione di Giuseppe Conte e, soprattutto, per il livello testuale.

L’”andare e venire tra i toni del linguaggio e le esperienze della vita” (G. Conte) è il tratto distintivo della poetica di Angela Suppo. Qualità di una poesia maturata come lettrice e osservatrice attenta dell’occasione poetica, ritrovabile a occhi attenti ubiquitariamente: “l’esperienza, che coglie nei dettagli apparentemente inappariscenti l’essenziale che si nasconde (S. Vitale). Le Sezioni della raccolta lo testimoniano perfettamente: Stagioni, Amori, Costumi, Dei Poeti, Dialoghi, Altre stagioni. Angela Suppo rivela la capacità di contenere in linguaggi moderni, asciutti e spesso leggeri benché delicati e intensi, al limite dell’icastico, le essenziali indagini sul senso del tempo, della vita, dell’amore e del rapporto col sacro.



* * *

Come sono belle le stagioni!
Quattro più le mezze,
e i quartini, a volte,
semplici annunci.

Così l’aria sfolgorante di futuro,
dentro l’inverno,
ad avvertire.

Che non sfugga, tra poco,
la primavera.

Che la foglia, che ieri non c’era,
già appannata di sole,
non mi sorprenda distratta.



Solstizio

Ancora un solstizio.
Nel buio s’acquatta la terra,
dormono le luci.
Oscuro viaggia il fiume,
si disfano foglie.



* * *

Ma davvero
sarai all’appuntamento
quel giorno
e avrò spiegazione
di tutto
e il senso delle cose
– luminoso –
mi ferirà d’amore?

Davvero Signore silenzioso
nell’attesa
conti i miei passi?



Generi

Non amo l’Epica.

Mi piaceva il divano
di Tibullo,
e i punti sospesi dell’amore.

Anche il pane e il formaggio
di Orazio
o il sacco di ceci,
per ricompensa del servizio,
erano bella letteratura.

Non amo il fragore
delle battaglie,
anche finto ed evocato,
nelle sillabe dei versi.

Con un cuore di passero
mi darei il coraggio
per difendere una causa
se chiede sangue.




da Senza indicazione di tempo, La Vita Felice, 2019, pref. di Giuseppe Conte

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