Inediti da “Autopsia (reiterata)” di Dario Talarico

xxxii.

L’universo ha una sola realtà unica e intera.
È dell’uomo avere una versione delle cose:
il mondo è vero perché non ha un pensiero.



xlii.

Non nel riflesso sulle acque, ma nelle acque
una nuvola si riconoscerà. Non sarai mai
com’eri stamattina. Non sarai mai diverso
                        ― da com’eri cent’anni fa.



xl.

Anche il bue scompare se nel trainare l’aratro
si volta a guardare. Sii il lucido da lucidare: ― è ―
solo ciò che resiste alla tentazione di significare.



cxiv.

Non più di luce nel buio, non meno
di fiamma nel fuoco. Questo è il tuo
scopo: riempire il vuoto ― col vuoto.





Dario Talarico nasce a Roma nel 1990. Suoi testi appaiono in volumi di poesia contemporanea quali Trifolium 2010 (Caravaggio), le antologie 2013 e 2014 del Premio Alda Merini e Il segreto delle fragole (LietoColle 2015). Ha collaborato con blog e riviste quali La poesia e lo spirito e l’EstroVerso. Dopo aver ritirato i primi due libri dalle stampe, rimangono in commercio La farfalla di piombo (LietoColle 2013) e Il coraggio di non lasciare il segno (puntoacapo 2019, con prefazione di Mauro Ferrari, pluripremiato) del quale una Sezione reca lo stesso titolo della nuova raccolta da cui sono tratti i testi qui presentati.




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