AA.VV., Maternità marina, a cura di Silvia Rosa e Valeria Bianchi Mian, Terra d’ulivi edizioni, 2020

“…un piccolo libro d’arte, che racconta la potenza del femminino, un girotondo a tratti vorticoso e inquieto attorno al concetto di maternità, luci e ombre comprese, nelle sue infinite variazioni”: così Silvia Rosa nello scritto di presentazione di quest’opera particolare e pregevole, nata proprio da un’idea (“forse ossessione”) della poeta torinese, in collaborazione con Valeria Bianchi Mian. Le due scrittrici “per l’occasione si espongono”, illustra nella nota conclusiva Sandra Baruzzi, anche “con linguaggi artistici frequentati per passione: la fotografia e il disegno” per progettare e realizzare “un atto di fecondazione, arricchimento e nutrimento”. Un atto corale compiuto convocando una preziosa comunità di autrici che “restituiscono versi ispirati alle visioni e al sentimento individuale che il tema Maternità marina ha suscitato in loro” (S.B.). Troviamo trenta voci, oltre quelle delle curatrici, delle quali la maggior parte riconoscibili e con percorsi poetici significativi, che compongono, nella diversità, un polittico direzionato dalla sinopia densa e luminosa delle fotografie di Silvia Rosa “aumentate” dai ricami grafici di Valeria Bianchi Mian. Immagini che, al di là della diminutio tecnica con cui l’autrice le presenta, sono sorprendenti ed evocative, dense della luce del luogo di concepimento mediterraneo e della “bellissima modella per caso” (S.R.). C’è un flusso unitario in questo racconto di trenta poesie. (“Una significativa circolarità tra le istanze individuali e quelle collettive”, V.B.M.). Un flusso che collega le due entità fondanti accostate nel titolo simbolicamente tautologico, nel pilastro del femminino che poggia sulla mem dell’Albero della Vita, da cui mare-mater ed anche materia, che – nella immaginifica gestazione del racconto prende sorprendentemente corpo in un argenteo pesce sulle gambe della madre-creatrice. Rivela la Bianchi Mian la sensazione ispida data da questo epilogo, ma con uno scatto simbolico eccelso ne riconosce la materia che riunisce madre e mare: “feto che si infrange onirico sopra gli scogli della nascita e ricomincia a battere nel mare con un guizzo di scaglie” (p.11).

E’ ben chiaro che questo volume, vivo nei contenuti e bello nella forma (un complimento all’editore è d’obbligo!), è altro da una comune antologia tematica. Scrive Sandra Bartuzzi, nella nota finale La nostra origine: “Questo mondo di soglie varcate, di memorie sollecitate, di ritratti femminili come transizioni poetiche e spirituali, ha la coerenza di un unico progetto artistico, che si declina con differenti linguaggi artistici […] Si esplora il rapporto tra sé e l’Altro, in un’epoca caratterizzata dalla fluidità di spazio e di tempo, con interferenze artistiche tradizionali e innovative che ci presentano un terreno di ricerca e sperimentazione in cui lo spettatore/lettore è anche attore, perché mette in gioco il suo sguardo, il suo ascolto e la sua esperienza personale”, (p. 79).

Le autrici sono: Franca Alaimo, Vera Bonaccini, Angela Bonanno, Claudia Brigato, Martina Campi, Paola Casulli, Mirella Ciprea Crapanzano, Flaminia Cruciani, Alessia D’Errigo, Lella De Marchi, Francesca Del Moro, Laura Di Corcia, Claudia Di Palma, Alba Gnazi, Ksenja Laginja, Anna Lamberti-Bocconi, Daìta Martinez, Silvia Maria Molesini, Gabriella Montanari, Renata Morresi, Daniela Pericone, Valeria Raimondi, Anna Ruotolo, Silvia Secco, Francesca Serragnoli, Enza Silvestrini, Claudia Sogno, Alma Spina, Antonella Taravella, Claudia Zironi.

A voler scegliere qualche testo esemplificativo mi accorgo che è gesto che sento un po’ innaturale, come rappresentare un corpo unico con alcuni suoi frammenti. Mi sono pertanto affidato, con tre aperture del libro e ventisette scuse, al caso (che secondo alcuni non esiste, peraltro). Tanto – per ammiccare alla tarologa, tra le curatrici – qualsiasi carta qui si peschi è sempre giusta…

***

Piccole rune di luce
circondano la tua presenza,
mani che si annidano.
Raccogliamo lucentezza
sementi intrecciate, all’alba.
Le ore sono un dono

se c’è un destino unico
– nell’albera e la mano
che posi sul mio capo,
in quel sorriso –
c’è così tanto nascere
che la fatica di lasciarti sul mattino
continua a essere la culla
del cielo in movimento,
fino a sera,
all’acqua nello sguardo,
che pulsa e meraviglia,
mentre cucina la perfetta,
ripetendo la storia delle aringhe
e dei mondi, che si uniscono

Claudia Sogno (Amina Narimi)



***
La mia pelle è di terra tutto quello che penso
ha la consistenza della terra ma il mare esiste lo sento
sussurrare ancora prima di conoscere il suo nome.
Qualcosa mi accade sempre nel frattempo.
L’ignoto di un tragitto teso inevitabilmente da un punto
all’altro, un viaggio che mi compie in emersione.
Vorrei tornare nel mio nido naturale.
Mi sposto sulla crosta della terra, sono nata prima di me.
Mi siedo su di una poltrona, che è rossa, se la guardo
a occhi chiusi ha la forma di una barca.
nascondo il mio segreto nel ventre della terra, nel ventre
porto una conchiglia.
Non è facile accostare bene l’orecchio alla sua voce, fare
mio il suo modo muto di parlare, d’indicare.
Raccolgo tutti i fiori che ho pescato nel frattempo
li riconosco perché non hanno spine.
Vorrei tornare nel mio nido naturale.
Vorrei moltiplicarmi, come i pesci fanno nel mare.

Lella De Marchi



***
nessun animale ha la faccia piatta
nessuno ha
due occhi che non vedono che piatto
e la bocca all’indietro
lo sguardo è pubblico
la fame di cerchio compiuto
sposo del vuoto, frase
promessa, a me maggiore, non
l’animale, compatto
l’animale è pieno e opaco
è un pieno a me cieco
guarderei un animale per ore
tenermi compagnia della sua compattezza
nessun animale è già nato cavo
dovrò abbandonare l’animale perfetto
restare non è nessun luogo
è strano non restare che andando
lo strano, l’unico fatto certo
ritornare al mezzosonno, o
stato dissociato, o andato
dove queste frasi si sono concepite

Renata Morresi



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...