Alexander Shurbanov: Glances at Poetry / Sguardi sulla Poesia. Con tracce di una mia corrispondenza immaginaria con l’autore

Alexander Shurbanov / Александър Шурбанов
da Colazione con melagrano (Janet45, 2021) / Закуска с нар (Жанет45, 2021)



dalla Seconda Parte
GLANCES AT POETRY / SGUARDI SULLA POESIA


Versione inglese dell’Autore, traduzioni dall’inglese di Emilia Mirazchiyska, revisione di A.R.

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Lyrical poetry can be whatever you choose to make it be, but it attains the heights of its pure form when it frees itself from the shackles of plot and preaching. 

La poesia lirica può essere qualunque cosa tu scelga di farla essere, ma raggiunge le vette più pure pura quando si libera dalle catene della trama e della predica.

Per non essere ripetitivi chiosando, con un po’ di iperbole, che leggendo una poesia dieci volte parrà ogni volta di leggere una poesia diversa, smarginiamo senza soverchio pudore verso lidi musicali e attingiamo nientemeno che dal pensiero pop di Noel Gallagher: “se dieci persone ascoltano una canzone, la canzone avrà dieci significati diversi.” Una poesia narrativa, prosastica, “predicatoria” percorrerà pure altre interessanti vie, ma lontano dai territori dell’immaginazione, della suggestione e dell’intuizione che costituiscono il più potente invito al viaggio. (A.R.)

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More and more I appreciate poetry that is not tempted by the immediate reactions of the heart and shuns the exclamation marks in order to peer intently into things and listen to their silent pains.

Apprezzo sempre di più la poesia che non è tentata dalle reazioni immediate del cuore e rifugge i punti esclamativi per scrutare in profondità le cose e ascoltare i loro dolori silenziosi.

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Someone likened the crescent moon to a nail paring. And I knew the poet.

Qualcuno ha paragonato la falce di luna a un ritaglio di unghia. E io ho riconosciuto il poeta.

Le infinite metafore che punteggiano il cielo della poesia, come stelle che all’antico osservatore suggerirono accostamenti, correlazioni e figure nuove di costellazioni, ricreano continuamente il mondo noto e si affacciano sull’ignoto. (A.R.)



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Poetic writing – in contradistinction to philosophical or everyday pragmatic writing – is not focused directly on the ideas and things it is interested in, but slides tangentially along their circumference, so that as soon as it happens to brush against them at some point it veers away in a most unexpected direction until its trajectory punctuates the universe. In this way poetic writing can become extraordinarily inclusive by virtue of the astounding connections it forges between utterly unrelated objects, but it may also become absolutely meaningless, nonsensical. Yet, even then it is capable of capturing the attention and waking the spirit. Any premeditated  purposefulness is counterindicated in poetic writing and can only confound it.

La scrittura poetica – in contrasto con la scrittura filosofica o pragmatica quotidiana – non si concentra direttamente sulle idee e sulle cose a cui è interessata, ma scorre tangenzialmente lungo la loro circonferenza, in modo che non appena le sfiora ad un certo punto si allontana in una direzione inaspettata fino a quando la sua traiettoria punteggia l’universo. In questo modo la scrittura poetica può diventare straordinariamente inclusiva in virtù delle sorprendenti connessioni che crea tra oggetti del tutto estranei, ma può anche diventare assolutamente priva di significato, priva di senso. Tuttavia, persino in questo caso è in grado di catturare l’attenzione e risvegliare lo spirito. Qualsiasi intenzionalità premeditata è controindicata nella scrittura poetica e può solo confonderla.



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The good poem is a confession turned parable.

La buona poesia è una confessione trasformata in parabola.

J. G. a sua figlia Miriam

Che tu possa attraversare questo campo/ d’oltretempo e di spinosi avanzi/ di frammenti dello specchio che indivisa/
ridava l’immagine/ / così come io ho potuto, ché ho tramutato/ in leggerezza la gravità/
la rossa stilla delle ferite in acqua colorata/ l’oscurità dell’abisso/ nella bianca piega della tua mano.
(A.R., da Notizie dal 72° parallelo, Joker, 2015)




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Astigmatic poetry is what I call it. Unfocussed. Slightly dislocated. Its meaning is somewhat blurred and tends to slip towards the periphery. It is not that I dislike it. Only it gives me pain. The way life does. Maybe it is truer to life. It does not try to overcome the essential obscurity of the world. Its formlessness. At least the way the world appears to us through our imperfect optics.

Io la chiamo poesia astigmatica. Non focalizzata. Leggermente lussata. Il suo significato è alquanto sfumato e tende a scivolare verso la periferia. Non è che non mi piaccia. Solo che mi dà dolore. Come la vita. Forse è più vera della vita. Non cerca di superare l’oscurità essenziale del mondo. La sua assenza di forma. Cerca almeno il modo in cui il mondo ci appare attraverso la nostra ottica imperfetta.

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To express your pain without giving away its cause is a frequent approach in modern poetry. This is perhaps the most obvious reason for its cryptic unintelligibility. The other, deeper one is its increasing estrangement from its readers, its growing distrust and even disregard of them.

Esprimere il proprio dolore senza rivelarne la causa è un approccio frequente nella poesia moderna. Forse questa è la ragione più ovvia della sua criptica inintelligibilità. L’altra, più profonda, è il suo crescente allontanamento dai suoi lettori, la sua crescente sfiducia e persino il suo sprezzo verso loro.

La misura della distanza tra la poesia e i suoi lettori è arte nell’arte: come l’amore con oscillazioni a volte millimetriche passa da un’algida disaffezione a una soffocante possessività, rischiando di non trovare mai il giusto mezzo, così il poeta rischia continuamente di passare da linguaggi criptici e mondi egocentrici, che lo tengono lontano dal lettore, a linguaggi compiacenti e ruffiani che lo avvicinano al lettore, allontanandolo da se stesso. (A.R.)


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The authentic contemporary poetry is neither intimately confessional, nor didactic. It is an attempt to decipher the opaque essence of the world through opening the poem up to meanings larger than itself.

L’autentica poesia contemporanea non è né intimamente confessionale, né didattica. È un tentativo di decifrare l’essenza opaca del mondo aprendo la poesia a significati più grandi di lui.

Ecco, caro Shurbanov, che – dopo una lettura, in grande sintonia e accordo, dei tuoi Sguardi (forse poco più che uno sguardo anch’essa) – devo alla fine confessare la mia disfunzione immunitaria, che si manifesta in una seria sintomatologia multiorgano. Ribadisco, è un problema mio, non dei poeti o degli studiosi. E’ che quando incontro aggettivi come “vera” poesia, o “autentica”, un po’ mi smarrisco e contemporaneamente mi sento in gabbia (uno dei nostri tanti ossimori), come se non cogliessi qualcosa, qualcosa di essenziale. E’ che forse, dopo tanti anni di lettura e scrittura, non ho ancora capito quale sia la Vera Poesia. E sarà per questo che ancora confido, anche attraverso ogni sguardo altrui, di avvicinarmi un po’ a comprenderlo. (A.R.)

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Alexander Shurbanov nato a Sofia (Bulgaria) nel 1941, è un poeta, traduttore, saggista, critico letterario e professore universitario, nonché dottore honoris causa nelle Università britanniche del Kent e del Surrey. È autore di sedici libri di poesia, tra le sue più recenti pubblicazioni Primosole (English and Bulgarian versions, Sofia, 2016), Paesaggio invernale con corvo (antologia in lingua macedone, Struga, 2016), Dendrarium (Sofia, 2017; versione inglese, 2019). Colazione con melograno è stato pubblicato in Bulgaria l’aprile 2021, per festeggiare il suo 80esimo compleanno e consta di una Prima parte in versi, la seconda è Glances at Poetry.
È il traduttore bulgaro dei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, delle tragedie di Shakespeare, del Paradiso perduto di John Milton e della sua tragedia I nemici di Sansone, delle poesie di Dylan Thomas e di numerosi altri poeti anglofoni.
Nel 2020 sono state pubblicate in Bulgaria le sue traduzioni del Romeo e Giulietta di William Shakespeare e del Manfred di George Gordon Byron. Per oltre quarant’anni, Shurbanov ha insegnato Letteratura Inglese presso l’Università di Sofia e ha pubblicato numerosi libri di critica sia in patria che all’estero. È stato insignito della Medaglia d’Onore dell’Università di Sofia, del Premio Nazionale “Hristo G. Danov” per il suo contributo alla cultura.

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