Testi da “antropocene”, inedito, di Joan Josep Barceló I Bauçà

“antropocene” è una raccolta di poesie raggruppate in tre parti su un totale di trentatré. Si tratta di brevi poesie di stile libero in cui si esprimono pensieri e sentimenti di un mondo onirico con strette connotazioni  che fuggono dal lirismo strutturale per entrare in un concetto surrealista e metafisico del verso. “antropocene” riguarda l’essere umano recente in un viaggio verso il futuro, anthropos e kainos rispettivamente nel tempo. (J.B.)




E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine,
a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo, sul bestiame,
su tutte le bestie selvatiche
e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
Genesi. 1. 26

il seme che nasce è un’alternanza
tra il paradiso e l’inferno
non ho dubbi    
ancora sorridono le ombre in questo angolo
dimenticato del mondo
troppo tardi
per sapere perché non si nascondono




Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Genesi. 1. 27

lo sconosciuto si intrufola tra gli anelli
puntando il dito verso l’orizzonte
per avere una bicicletta
che non ha ruote e riempirsi i capelli di fiori blu
guardando una meteora cadere
davanti alla tua porta





Dio li benedisse e disse loro:
“Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”.
Genesi. 1. 28

è la fortuna della sabbia quando il vento
soffia con rabbia
e la porta via
quando voglio un’assenza di croci
in un atlante d’incertezza
e voglio acqua per colorare i pesci di pazzia


Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco,
era cosa molto buona.
E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Genesi. 1. 31

ho dimenticato di sognare
quando ho smesso il mare non sapendo
dove andare
preso nell’immensità del vuoto sono caduto
nell’assenza    
ma non mi importa
perché fui sempre acqua


Queste le origini del cielo e della terra,
quando vennero creati.
Genesi. 2. 4a

questa membrana è un mistero
che guarda al lato dove l’assenza non c’è
qualcosa di semplice
come stare in punta di piedi
per raggiungere
una stella caduta in fondo al mare


le citazioni che fanno da capo alle poesie sono state prese da LA SACRA BIBBIA, Conferenza Episcopale Italiana, Edizione CEI (2003 )

Joan Josep Barceló i Bauçà (Palma di Maiorca – Spagna, 1953). Ha studiato scienze umane e scientifiche nelle Università di Barcellona, ​​Isole Baleari, Madrid e Londra. È autore di numerosi libri di poesia in catalano e italiano. Sviluppa uno stile caratterizzato dal surrealismo e dall’astrazione, con riferimenti a un mondo onirico e mitico, spirituale e carnale, alla ricerca di un concetto rivoluzionario. Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue. Ha ottenuto numerosi premi letterari, sia in poesia in catalano che in poesia in italiano. È membro, delegato e coordinatore per la Spagna della Writers Capital Foundation, un’organizzazione internazionale di divulgazione culturale letteraria e artistica (Nuova Delhi – India / Atene – Grecia), membro della Luso-Brazilian Arts Association and Poetry, e membro di varie associazioni ed enti culturali italiani.


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