Poeti (di Torino) in 10 righe # 24: Luigi Di Cesare

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Luigi Di Cesare, artista poliedrico è soprattutto musicista (diplomato a pieni voti al Conservatorio di Torino in Composizione, Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro; ha suonato su Rai Due e Tv7), con significative esperienze come attore, regista e conduttore di spettacoli teatrali e televisivi. Direttore dell’Associazione Artistico Culturale Ippogrifo che organizza il Festival artistico-musicale Demiourgos, giunto alla XXIX Edizione. È attivo anche sul versante letterario come poeta, narratore e curatore di antologie di poesia e arti figurative. In versi, ha pubblicato nel 1989 Eroi in’fan’te allora (Point Couleur Edizioni, con prefazione di M. Centini)

La poetica di Luigi di Cesare, pur se sostenuta periodicamente da una riaffiorante produzione inedita, ha, al momento, testimonianza fondante nel volume Eroi in’fan’te allora. Nelle diverse sezioni della raccolta (1978-1984), l’autore utilizza – per un’esplorazione dalle forte valenza interiore – una parola ricca, tessuta in modo del tutto originale con eleganza classicheggiante, grande slancio estetizzante e risonanze musicali. Ricorrenti elementi esoterici e visionari contribuiscono, insieme a peculiari svincoli espressivi e formali, ad un’ulteriore caratterizzazione della poetica di Di Cesare.


§ § §

«Delle gravi, al cuore assenzio, assenze

lì per gambi sgregando ‘mpolle

melens’inganni a sedar le quote

‘n procace al folle.

Brennaccia addio,

niego impari, giambo,

f’urlato, stelo tra dei loro,

mefitici gambi, assenzio.

Non più quote e

l’inganno procace e melens’in folle

capovolto e ancora;

niego dai loro impari atti.

Dal buco al cosmo, giambo

vergando al grido

f’urlato al p’anno.

Ei, stelo, azzerando

chiuse assenze»

da ARATRON – Elementi sparsi di Nuova Poesia e Poesia Esoterica
in Eroi in’fan’te allora (Point Couleur Ed., p. 78)


§ § §

Oscillante meccanismo temporale,

conducendo alla chiesa del paese,

            ove tornare

dopo le esplosioni

e le conseguenti ascese al monte.

            Così purificato, azzerato,

meditando un’altra partenza,

porgerai le spoglie al cospetto dei venti…

«Isole seguendo al mare

in corsa al fondo

pedestre riva d’ogni mancato approdo,

quando a salvarti è l’ultimo richiamo.»

da METROPOLI in Eroi in’fan’te allora (Point Couleur Ed., p. 113)




§ § §

            Incanalando menti nel circuito

corre il filo lungo la dorsale atomica

al centro in integrato.

            Umanoide in forma

del secolo padrone

prende le redini del gioco,

come collettore «Princeps mundi»,

mentre genti intorno in orbita,

in cerca d’una radiazione,

seminano i gas dell’alterazione fisio-psichica,

abnegando Ego, logos cosciente,

Homo, perduto baricentro…

            Metropoli sommersa in acedia,

                        faccia del mondo,

aggrappata ad un algoritmo,

quando ancora non si è spento

l’ultimo rimpianto.

da METROPOLI in Eroi in’fan’te allora (Point Couleur Ed., p. 125)


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