Poeti (di Torino) in 10 righe # 25: Luca Pizzolitto

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Luca Pizzolitto è nato nel 1980 a Torino, 1980, dove vive e lavora come educatore professionale. Tra gli ultimi volumi di poesia: Ogni gesto produce rumore (Fondazione Mario Luzi, 2014), La terra dei cani (Associazione Culturale Thauma, 2012), Una disperata tenerezza (Ladolfi, 2014), In disabitate lontananze (Ladolfi, 2015), La nuda vita (Transeuropa, 2016), Il silenzio necessario (Transeuropa, 2017), Dove non sono mai stato (Campanotto, 2018), Il tempo fertile della solitudine (Campanotto, 2019). Nel 2020 ha pubblicato altre due raccolte: Tornando a casa (puntoacapo) e La ragione della polvere con peQuod. Entro fine 2021 sarà pubblicato, sempre per peQuod, Crocevia dei cammini.

La poetica di Luca Pizzolitto poggia su una costante attenzione alle occasioni poetiche, realizzando un diario permanente, che sorge direttamente dal flusso di pensieri, meditazioni e intuizioni, in un cercarsi «nelle profondità/ sconosciute di me stesso». I testi prediligono la brevità, in versi liberi e sintatticamente lineari e compiuti. Ricercano, senza allargare il vocabolario e ricorrere ad accostamenti forzati, l’intaglio nitido dell’espressione ed una trasparente intimità. Silenzio, solitudini, lo scorrere del tempo e la ricerca interiore sono temi ricorrenti che si svolgono valorizzando oltre la parola, le soste e le sospensioni intratestuali.

leggi nel blog Inediti da Crocevia dei cammini



* * *

Stupore del nulla,
a strapiombo cado
nelle nude stanze della mente.

Il fiume scorre;
pensieri che si ripetono.
Tutto è qui,
tutto può accadere.

Sono in me l’abisso e la luce.


da La ragione della povere, peQuod, 2020, pag. 74




* * *

Resti disteso in mezzo a foglie secche
ed antiche speranze, qui dove l’azzurro
sanguina altro azzurro, qui dove l’autunno
ha un’agonia breve.

Il veleno secca il corpo goccia dopo goccia.
La vita s’incaglia nella vita.
Nascondi il tuo volto tra l’infanzia e la cenere.


da Tornando a casa, puntoacapo, 2020




Nell’armonia delle forme

Brucio nell’alba
le notti prive di sonno
lascia il tempo
al giorno nuovi giorni
incubi di luci al neon
per i tuoi occhi.

Nell’armonia delle forme
una fragile sostanza:
ogni istante è smarrito,
lo vedi, s’incaglia, si perde
lontano.


da Il tempo fertile della solitudine, Campanotto, 2018







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