“Variazioni su un tema di Thomas Stearns Eliot”: inediti di Alberto di Janni




Variazioni su un tema di Thomas Stearns Eliot

                                            8

               Se è cenere d’altre vite, la nostra,
               che rapida scorre nel tempo immoto;
               se è il nostro amore un gioco fugace
               di cellule legate ad una legge;
               se anche scrivere versi è solo essere
               la penna di un dio ateo e lontano.
               Tu nondimeno ingannati e ancora
               illudimi di scrivere e d’amare.



                                            32

               Se il tempo non è che il tuo corpo mentre
               si confonde di ricordi, varcato
               il cancello di cortesia che altri
               chiamano vecchiaia; o se è l’aria
               che conserva la forma del tuo ridere
               quando l’argento della notte andava
               a frangersi tra filari di ulivi
               e illusioni; capisci allora queste
               parole che vagano dove il bianco
               velo del nulla attende i nostri passi?



                                            34

               Se ancora cade il dubbio come perla
               d’ombra nell’argento che tra i capelli
               sciolti alla brezza s’imporpora vano,
               se la saggezza è cercare domande
               tra le pagine bianche della nostra
               conoscenza, se è utile tracciare
               fiocchi d’inverosimile nel vuoto
               stringendo una penna tra mille e mille
               sfiorata dal ruotare degli astragali,
               se la tua mano è dura clessidra alla
               sabbia che nel fluire mi confonde.



                                            36

               La sfera che adombra il segno passato
               e il presente nel curvo gioco dello
               spazio, la somma della pura luce
               che accende e sottrae inganni radi
               tra la cenere illusa della rosa,
               poi lische di pesce nel viale spento
               che da un porto incrocia vedute
               del tuo carnale sudario di nulla.


Alberto Di Janni è nato a Torino nel 1957. Ha pubblicato, in poesia, Notizie di parte lesa, (Genesi 1987), Tra foglio e foglio (Edizioni dei Dioscuri, 1990), Il trono della colomba (con Sergio Calzone e Mario Marchisio, Hattusas, s.d.), Come doni (Hattusas 1993), Quaderno di madrigali (Joker, 2002). Gli vengono attribuiti anche un paio di libelli satirici, la cui paternità smentisce recisamente, seppur con scarso successo. Inoltre ha pubblicato un’opera teologica, Ministero ordinato: fondamenti cristologici di un dibattito (tesi di dottorato, Studia Anselmiana 164, 2015) e per finire un romanzo che è la quintessenza del politicamente scorretto: I Dodici Apostoli dell’Anticristo (Youcanprint 2020)

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