Tre poesie inedite di Alice Fasano

Cassandra

Che male ho mai fatto  
nel chiudere gli occhi
e impastare il ritratto  
che stringe ai ginocchi  
il potere veggente,
se spalanco la porta  
trovo uno che mente
e do fiato inutilmente  
al rancore che mi scorta.
Sulla destra nella testa  
bisbigli maligni frullano,  
atti a sbrogliare voci soavi che cullano  
chiamano e sussurrano:  
– trasformati bambina 
imbriglia il tuo ardore
togli le spine dal cuore 
incendia la brina –



Il pettirosso

Se potessi riversare sulla tua fronte queste gocce secolari – linfa del mio dolore –
non resisteresti un battito di ciglia 

Penseresti a un’eutanasia immediata 
a un aborto retroattivo 
urleresti di levarti la lancia dal fianco
piangeresti sangue 

Imploreresti un paradiso 
ed un inferno 
supplicheresti il mio pugnale 
finirti
finire 

Non sono più bambina, 
l’odio non è un’idea:
lo posso vedere, lo posso toccare 
scrivo perché mi consuma 

Se ti obbligo a leggere la mia pagina sanguinante, saprai almeno che siamo in due 
a tenere in bocca il pettirosso 
e mordere, 
fino a strappargli le zampe,
per non farlo volare via.



Nel frattempo 

Vienimi incontro
dal posto dove al tuo sogno 
si affianca il rimpianto, 
io resto e non ti scordo, 
indifferente al ritardo. 
Nel frattempo 
ornerò la mia casa 
come insegna la cura del cuore, 
nel frattempo 
amerò le mie dita,
disegnerò la cornice 
che contiene la vita.



Alice Fasano nasce nel 1986 a Chieri, sulle colline torinesi. Dimostra fin da piccola un amore senza riserve per la natura, la musica e i libri. Si iscrive al liceo classico perché ama le poesie di Montale, i romanzi di Calvino e l’Odissea. Partecipa al laboratorio liceale di teatro greco e, una volta all’Università, continua il percorso teatrale portando in scena due spettacoli insieme ai Compagni di Viaggio. Nel 2013 si laurea in Giurisprudenza e mette alla luce la figlia Aida. Nel maggio 2021 pubblica il suo primo libro di poesie La bambina che balla nel buio (Ed. L’erudita). Nel settembre 2021 partecipa al Piccolo festival della poesia di Villanova d’Asti.

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