Parole sulla poesia: consigli dell’ultimo www.enerdì del mese # Febbraio 2022. Su Borges, Celan, Poe.

interventi, saggi, recensioni, attualità e memorie dal web
la poesia non sia mulinello di leggi-e-getta


“Ho scordato il mio nome, non è Borges”, su Pangea, del 23 febbraio 2022

[…] ogni libro di Borges è un repertorio di ombre, un rebus. Tra le poesie di Borges raccolte in Storia della notte quella che preferisco s’intitola “The Thing I Am”, perché s’insinua nella più sottile delle ossessioni dell’autore – la morte, il suicidio, l’essere sempre altro da sé, un funambolo in un corpo estraneo – e attacca così: “Ho scordato il mio nome. Non è Borges/ (Borges morì a La Verde, tra i proiettili)/ né Acevedo, che sogna una battaglia…”. Nel racconto più noto de Il libro di sabbia, s’intitola L’altro, Borges incontra un se stesso, più giovane – “Lei si chiama Jorge Luis Borges. Anch’io sono Jorge Luis Borges. Siamo nel 1969, nella città di Cambridge” –, che lo insidia, dicendogli di essere lui, la copia, il reale. …leggi tutto

Luca Campana, Con un cristallo di fiato: discesa negli inferi di Paul Celan, su Pangea, del 25 gennaio 2022

Nella sua breve, folta disamina Celan mette a confronto due diverse concezioni del linguaggio: l’Arte e la Poesia. […] La Poesia è qualcosa di diverso: è un atto che si identifica con il respiro, vale a dire con quanto di più individuale, di più umano possa esistere. In essa si alternano due momenti: il primo è l’inspirazione, che per il poeta equivale ad accogliere il mondo che gli sta intorno e di cui non può mutare il corso, accettare la storia che ha ereditato, i morti a cui è sopravvissuto. Ad essa segue l’espirazione: espirare significa conferire il calore di un corpo all’aria che prima è entrata dentro, è infonderle un ritmo, un senso, la traiettoria di un’esistenza e di una scelta; è ciò che Celan chiama la creaturalità della creatura, il sigillo di individualità apposto all’abisso del tempo, una patente di infinito data a quanto è pura mortalità e vanità.leggi tutto

“Edgar Alla Poe tradotto da Raffaela Fazio”, su Casamatta – N. 10 Gennaio 2022

Edgar Alla Poe. Nevermore. Poesie di un Altrove, a cura di Raffaela Fazio” (Marco Saya Edizioni, 2021)
Nel presente volume mi sono occupata della traduzione di una poesia che – lo dico chiaramente -andrebbe letta, ancor più di altre, in lingua originale. Il motivo è semplice: la musicalità del verso. Per Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849) la musica è l’arte che più efficacemente eccita ed eleva l’anima, permettendole di accedere al regno etereo della bellezza. Non è dunque un caso che egli impieghi allitterazioni, assonanze, rime, parole con suoni vocalici aperti per fare della sua scrittura un tracciato armonico in grado di trasportare, evocare, unire un’immagine all’altra …leggi tutto

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