Cinque poesie di Ahmad Shāmlu

Ph.: Nahid Norozi, il cavallo selvaggio dell’ira. Introduzione all’opera di Ahmad Shamlu, Dipartimento di Lingue e Letterature Moderne, Bologna, 2017, dettaglio di copertina

Ahmad Shāmlu (Teheran 1925 – Karaj 2000), allievo del poeta Nima, è ritenuto da molti il più grande poeta persiano del Novecento.

da I quaderni di Meykhane, III (2013), a cura di Faezeh Mardani

Appuntamento (6)

Aldilà dei confini del tuo corpo
ti amo.

Dammi gli specchi
e le ansiose farfalle della notte
la luce e il vino,
il cielo alto e l’arco esteso del ponte,
dammi gli uccelli e l’arcobaleno
e ripeti ancora l’ultima nota
di quell’aria che suoni.

Aldilà dei confini del mio corpo
ti amo

In quel lontano così distante
dove termina la missione dei corpi
e fiamma e fervore, palpiti e desideri
                                                    svaniscono del tutto
e ogni significato lascia la forma della parola
– come l’anima
                  al termine del viaggio
abbandona il corpo
all’assalto finale dei corvi…-

Aldilà dell’amore
ti amo,
aldilà della tela e del colore.

Aldilà dei nostri corpi
dammi un appuntamento..



Notturno (1)

Non c’è la porta
non c’è la strada
non c’è la notte
non c’è la luna
né il giorno
né il sole,
noi
siamo fermi
oltre il tempo,
con l’amaro pugnale
nei lombi.

Nessuno
parla
a nessuno
ché il silenzio
parla
in mille lingue.

Guardiamo
ai nostri morti
con un’ombra di sorriso,
e aspettiamo il nostro turno
senza nessun
sorriso!



Notturno (2)

Un uomo si aggrappò al cielo
 con il sangue
come un grido
e la bocca chiusa.

Uno squarcio sanguigno
sul celeste volto incredulo!

Gli innamorati
sono così.

Sulla sponda della notte
pianta la tua tenda,
ma quando appare la luna
sfila
la spada
dalla guaina
e posala
               accanto a te



La pioggia (4)

Allora
vidi la donna fiera del mio amore
ferma sulla soglia piena di fiori di loto
pensare al cielo nuvoloso

E allora
vidi la donna fiera del mio amore
ferma sulla soglia piena di fiori di loto
e di pioggia,
e il vento giocare scherzoso
con la sua veste.

E allora
vidi la donna fiera della pioggia
sulla soglia dei fiori di loto
tornare dal faticoso viaggio del cielo.



La resurrezione (8)

In me
c’erano tutti i morti:
i resti degli uccelli che cantano
e ora sono quieti
le carcasse degli animali più belli
della terra e dell’acqua
le spoglie degli uomini
buoni e cattivi

Io ero là
estinto
senza alcun canto.
In me
né mistero
né sorriso
né rimpianto.

Teneramente
e d’improvviso
mi hai sognato
e mi sono svegliato
con te.

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