Konstantinos Kafavis: “La satrapia”, “Itaca”, “Dalle nove”

Immagine da: Poesia, Gennaio 1993, Anno VI, n. 58, Crocetti Ed., pag. 2

da Kafavis. 53 poesie, Mondadori, 1996, Traduzioni di Filippo Maria Pontani

La satrapia

Che disdetta: per te che sei nato
per nobili e splendide imprese
ecco la sorte ingiusta che sempre
ti nega forza e successo:
a bloccarti, ecco, le vili abitudini,
la meschinità, l’indifferenza.
E che giorno atroce quando celi
(il giorno che ti lasci andare e ti arrendi)
e ti fai viandante alla volta di Susa
e vai dal gran re Artaserse
che ti accoglie con benevolenza alla sua corte
offrendoti satrapie e altri onori del genere.
E tu le accetti per disperazione
queste cose, senza alcun desiderio.
Altro brama la tua anima, di altro si strugge:
la lode le popolo e dei Saggi,
gli inestimabili e non facili Bravo!
e l’Agorà, il teatro e le corone d’alloro.
Ma come potrà darti queste cose Artaserse,
come potrai trovarle nella satrapia,
e che vita senza queste sarà mai la tua?



Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.



Dalle nove

Dodici e mezza. È scorso presto il tempo,

dalle nove, che accesi la lampada

e mi sedetti. Fermo, senza leggere,
senza parlare. Con chi mai parlare,
qua, solitario, in questa casa vuota!

E la parvenza del mio corpo giovine,
dalle nove che accesi la lampada,
venne, e mi colse; e mi destò memoria
di certe stanze chiuse profumate,
d’un remoto piacere (e temerario!)
E mi recò dinanzi agli occhi strade
che nessuno conosce più, locali
colmi di movimento, ora spariti,
e teatri, e caffè, che c’erano una volta.

E la parvenza del mio corpo giovine
venne e m’addusse le memorie amare:
separazioni, lutti di famiglia,
sentimenti dei miei, sentimenti
dei morti, di così poco rilievo.

Dodici e mezza. Com’è scorso il tempo.
Dodici e mezza. Come scorsi gli anni.

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