Franco Pappalardo La Rosa, “Il melomane”, Achille e La Tartaruga, 2022

Nota di Paolo Pera

È stata per me una gran bella lettura Il melomane (Achille e La Tartaruga, 2022) di Franco Pappalardo La Rosa: una storia che a tratti può ricordare un giallo, almeno per la capacità di creare suspense dell’autore.
Apprezzabile poi la narrazione cristallina, narrazione d’altri tempi, totalmente votata alla resa della trama. Devo confessare che il romanzo mi ha coinvolto sin dalla prima pagina per motivi autobiografici: anch’io, come il melomane di Pappalardo La Rosa, ogni tanto amo cantare a squarciagola pezzetti d’arie di Verdi, Puccini, Bellini, et al. Ma, per non uscire dal solco che va tracciato, la musica – per questo triste correttore di bozze d’un melomane – è l’unica vera compagna: compagna che per lui s’incarna in una ragazza che lo innamora per poi scomparire tutte le sere come una Cenerentola. Visitatrice evanescente, la musica: ché si dà per il tempo dell’ascolto e che infine non resta se non come ‘immagine’ lieta dalla stessa mente prodotta. È dunque così che un romanzo che inizialmente si consegnava con un sapore vagamente da thriller, benché con un garbo soffuso a stemperare ogni tensione, diviene infine un malinconico canto: «Ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto/ Ridi del duol che t’avvelena il cor».

Paolo Pera


Oltre che per la vicenda narrata – l’incontro tra un uomo appassionato di melodrammi, Angelo, e la studentessa torinese Gloriana (cui fa da cornice storica la metà degli anni Settanta, con le sue tensioni sociali, e da sfondo paesaggistico la Torino dei quartieri operai) -, il fascino di questo romanzo consiste anche nel tipo di scrittura impiegata: nello stridente contrasto tra il linguaggio moderno, talora arricciato da guizzi ironico-grotteschi, nel quale si esprimono i personaggi, e quello arcaico-aulico, sette-ottocentesco, dei libretti d’opera, che il protagonista richiama nelle sue mute riflessioni o intona nel bagno di casa a voce spiegata
(dal risvolto di copertina)



Franco Pappalardo La Rosa, giornalista, critico letterario e narratore, ha pubblicato numerosi saggi su poeti e scrittori italiani contemporanei. E’ autore di opere di narrativa e di poesia, quali: Il vero Antonello e altri racconti, Acireale, Lunario Nuovo; Angelo, Torino, Ananke, 1999; Il caso Mozart, Roma, Gremese, 2009; Rondò. Tre racconti, Milano, Mimesis, 2012; Farandoletta. Un sogno in Sicilia, Torino, Achille e La Tartaruga, 2020; Il caso Mozart (nuova edizione), ibidem, 2020; L’orma di Sisifo – Poesie 1958-2012 – nuova edizione con inediti – ibidem, 2020 (contiene le poesie rispettivamente apparse nelle sillogi Il cuore, la metropoli, Padova, Rebellato, 1969 e Ultime dalla Colchide, Torino, L.G.C., 1978).

Leggi anche, nel blog:
Poeti (di Torino) in 10 righe # 5: Franco Pappalardo La Rosa

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