Madre rifugiata con bambino – Refugee mother and child, di Chinua Achebe.



Ph. da Conversations With Chinua Achebe, a cura di Bernth Lindfors, Ed. Univ Pr of Mississippi, 2012, dettaglio di copertina



Madre rifugiata con bambino

Nessuna Madonna con Bambino poteva eguagliare
quell’immagine di tenerezza di madre
per un bambino che doveva dimenticare

L’aria era pesante di odori
di diarrea di bambini non lavati
con costole slavate e sederi prosciugati
in lotta con passi affaticati dietro vuoti ventri rigonfi.
Molte lì hanno da tempo cessato
di preoccuparsi, ma non quella madre,
che manteneva tra i denti un sorriso spettrale,
e negli occhi il fantasma dell’orgoglio materno
mentre gli pettinava i capelli rugginosi
rimasti sul cranio, e poi,
solo negli occhi cantando, iniziò
a ripartirli adagio… In un’altra vita
questo sarebbe stato un piccolo atto quotidiano
privo di importanza tra colazione e scuola:
ora lei lo faceva come ponendo fiori
sulla minuscola tomba di un bambino.

da Chinua Achebe, Attento, soul brother; traduzione di Roberto Mussapi e Teresa Sorace Maresca, Jaca book, 1995


Refugee Mother and Child è una delle poesie più famose di Chinua Achebe (Albert Chinualumogu Achebe, 1930 – 2013), poeta e scrittore nigeriano, più volte candidato al Nobel per la Letteratura e considerato uno dei padri fondatori della letteratura africana, soprattutto per il romanzo Il crollo (Things Fall Apart), il libro più letto nella letteratura africana moderna, che descrive lo scontro tra il vecchio mondo tribale e quello coloniale e prefigura la rivoluzione contro il potere imposto dagli occidentali. Infatti, gran parte dell’opera di Achebe è incentrata sulla denuncia della catastrofe culturale portata in Nigeria prima dal colonialismo e poi dai regimi corrotti succedutisi dopo l’indipendenza. Le sue poesie, gran parte delle quali scritte durante la guerra del Biafra, sul finire degli anni Sessanta e il principio dei Settanta, sono spesso brevi e talora con immagini crude: “Sono in grado di scrivere poesie brevi, intense, in relazione al mio stato d’animo. Tutto quello che si sta creando nell’ambito della nostra lotta”

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