Testi da “Primus Grammaticus. Aneddoti apocrifi. Dall’islandese-XII secolo” di Pierangelo Cardia


Pierangelo Cardia, Primus Grammaticus. Aneddoti apocrifi. Dall’islandese-XII secolo, II ediz. edita da youcanprint, 2021. Prefazione di Paolo Pera




Un Paradosso del Linguaggio

Bisognerebbe
essere due almeno
per spiegare
solitudine.

E no,
non c’è occorrenza d’altri
per saperla.




Paragone

Delle rose
strapparne vorrei una
che mi strappi essa la pelle
perché veda
come dentro sono
rosso
come lei.



L’uomo e il Tempo

Ti ho vista
mutare.
Fu l’estate forse,
forse immodestamente l’estate
ero io.

Ora tu fiorita
io autunno, sono già
inverno.



Sconfitta

I giorni del buio
non sapevo il mio nome.
Nella notte
di pietra e di ferro
temetti il destino
del Toro
e dell’Uomo.



L’Attesa

Convivo
coi vivi e i defunti.
Per gli uni soffro pena inesausta
coi morti vendetta
fallita o incompleta


.




dalla Prefazione di Paolo Pera
“Perché l’Islandese?
È la prima domanda che mi sono posto leggendo i versi del Cardìa contenuti in quest’opera poetica.
L’Islanda come terra della fantasia, come metafora di mondo o nuovo mito da contrapporre ad una società usurpata da chi invece avrebbe il compito di proteggerla?
Forse niente di tutto questo, forse un po’ tutto, sapientemente amalgamato nel carattere e nell’esperienza emotiva che il protagonista, il Primo Grammatico, confessa sempre in equilibrio su una bilancia che sostiene rabbia e amore.
In quest’opera, l’Islandese (la cui fittizia traduzione è necessaria come suggerimento comunicativo dell’idea di emancipazione) assume un ruolo preminente se associato alla splendida fioritura letteraria del periodo classico quando, come conseguenza della cristianizzazione e della diffusione dell’alfabeto latino, furono fondate le prime scuole e redatti i primi codici.”

“Primus Grammaticus è un dotto islandese del XII secolo. Dice di lui Robert H. Robins nel suo “A short history of linguistics” (1967): “Conosceva bene le opere dei grammatici latini, soprattutto quella di Donato; ma nel trattare problemi di ortografia mostrò una comprensione dei principi impliciti nell’analisi fonologica e nelle sue applicazioni, che risulta veramente rara in quel periodo della storia della linguistica. Inoltre, le sue osservazioni sulla pronuncia, che per se stesse sono una preziosa testimonianza di quello stadio della lingua islandese, dimostrano che egli fu un esperto di fonetica molto superiore a qualsiasi europeo, suo contemporaneo, di cui noi si abbia conoscenza”. Del Primus Grammaticus nessuno sa il nome.”

“Cardìa (presumibilmente il Primo Grammatico stesso) narra di un innovatore fuggito dal carattere pseudo-borghese della sua isola (l’Islanda, stando al suo espediente descrittivo) per istruirsi nel Continente, imparando il latino (altro espediente di certo) e infine importare – una volta di ritorno – una sua novella e originale Grammatica.
Gli isolani saranno mai capaci di assumerla, però?”

Pierangelo Cardia è nato a Torino nel 1955. E’ autore di Primus Grammaticus. Aneddoti Apocrifi (Aletti, 2018); Volg’arte (Gian Giacomo Della Porta Ed., 2020), Ricordi di scuola (youcanprint, 2021); Primus Grammaticus. Aneddoti Apocrifi (Seconda edizione, youcanprint, 2021); L’Occhio di Vetro di Erich von Stronheim (youcanprint, 2021). Con lo pseudonimo di Hugo Beaumont ha pubblicato quattro testi poetici, tradotti in rumeno (trad. Laura Barbu), nella raccolta Dal Danubio al Tevere. Andata e Ritorno (Editura Minela, 2020)

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