Frammenti di “Decostruzioni e ricostruzioni – esercizi allo specchio”, con un commento

Rosanna Frattaruolo e Rosanna Spezzati, Decostruzioni e ricostruzioni – esercizi allo specchio, Quaderni di poesia n. 5, RP libri Ed., 2022


“Due donne, una di fronte all’altra: tra loro la poesia che – come lo specchio di Dioniso, è illusione e nel contempo disincanto e conoscenza – consente di creare illusioni e suggestioni affascinanti, permettendo altresì la scoperta di inaspettati punti di vista, acuendo la percezione di sé e dell’altro. Le due autrici si spogliano di ogni convenzione; ognuna si mostra all’altra nelle proprie fragilità, riconoscendosi nel contempo nelle fragilità dell’altra: i segni sul corpo lasciati dal tempo che passa e dalla malattia, la paura e il coraggio di lottare per svettare sulla bianchezza dei faraglioni, sono attraversati dalla poesia che diviene atto di consapevolezza e strumento di corrispondenza biunivoca tra due vite.
Abbiamo bisogno di un interlocutore per mentire e per dire la verità. Allo specchio, di fronte a Rosanna, c’è Rosanna: ognuna, attraverso la poesia, riflette e si riflette nella vita dell’altra. Non ci è dato sapere in ciascuno dei testi chi si specchia nell’altra: i ruoli sono interscambiati ogni volta. Solo un attento osservatore riuscirà a svelare il gioco mistero di Rosanna allo specchio.” (R. F.)



pag. 7

Così mi manchi
eppure ti scovo
tra questo dolore
lui sì così vivo
La memoria è una croce
ai miei polsi ai miei piedi
ha trafitto il sorriso

la memoria lascia sempre traccia
anche nella dimenticanza

da tempo ormai
nella mia pupilla
apre e chiude il giorno
un rigagnolo di sangue



pag. 14

ho troppi occhi per una sola verità
semino fantasmi in giro per casa
li semino nelle percezioni dolorose
degli unici occhi che guardo

riprendere il cammino
dal giorno della fine
srotolare la fune che stringe
la verità che fugge


E questo vuoto intorno turba
solleva ansie in ogni poro
un gioco srotolato nel quadrato
in cui mi son costretta
per cingere la verità bugiarda
degli occhi chiusi e ciechi
di chi mi pigia contro
a mordere il mio tempo




pag. 21

Mi hai reso le parole
ora storte ora secche
disegnate nel sangue
E il tuo verde velato
l’anima nostra
mi ha consegnato

ti ho reso il dono
di sillabare dolore
ogni tanto respirare
prendere fiato
e a capo ricominciare

Un amore che torna
una trama di sillabe
dalla memoria aia domani
se mai nasceranno
se l’alba vedranno

intrecceremo i giorni
ne faremo chiome verdi
svetteremo sulla bianchezza
dei faraglioni garganici
prima di tutti vedremo
nascere i giorni a venire


Lo specchio, straordinario topos della letteratura d’ogni tempo, favolistica, simbolica e sapienziale è indissolubilmente legato al concetto di doppio. Nel grande Borges il tema dello specchio torna quasi ossessivamente, fino a fargli scrivere, nel racconto, Tlön, Uqbar, Orbis Tertius“: “Gli specchi e la copula sono abominevoli, perché moltiplicano e propagano il numero degli uomini”.
In “Decostruzioni e ricostruzioni”, elegante plaquette edita per i Quaderni di poesia dell’editore RP libri, proprio avviando quel moltiplicare infinito d’immagini temuto dallo scrittore argentino, le due autrici si specchiano in sé e si specchiano nell’altra – o “altra sé”, dando luogo a un gioco di rimandi che ci tenta, a una prima lettura, al sospetto del canto indeterminato tra una e molte voci.
Due eco si intrecciano, più d’altre. La prima, un contrappuntarsi sottovoce, rada ma non trascurabile è, in qualche modo, metapoetica: “la traduzione in versi/ non sempre mi riesce”; “allo specchio scopro/ la carte e la penna”; “tu mi chiedi ancora le parole”; “calamaio vuoto”; “una trama di sillabe”; “amplesso/ concitato di parole” ecc, sono solo alcuni dei tanti segni dell’atto di specchiarsi, anche, nell’incerta e spesso tremula superficie tra pensiero e voce, tra sentire e dire.
Più intensa l’eco che, facendosi strada tra la densità dei corpi (“carne”, “unghie”, “fianchi”, “gola”, “ossa”, “sangue”, “occhi” ecc) porta voce da “dentro”, ossia da “oltre lo specchio”. E’ questa una voce, che unisce le sponde, che – sempre per rifarsi a Borges – moltiplica lo specchio in prisma. Ma che ha una tonalità piuttosto riconoscibile, in una incompiuta (ri-costruzioni) o veniente (de-costruzioni) realtà dolente: “ti scovo/ tra questo dolore”; “La memoria è una croce […]/ ha trafitto il sorriso”; “le mani a coprire/ un senso di inadeguatezza”; “il precipizio/ e la mia imminente caduta”; “chiusa nella casa del dolore” ecc.
Può essere un “dato extratestuale”, ma mi pare possa (e debba) avere senso anche nella lettura di questi testi: la plaquette è stata pubblicata nel febbraio 2022, lo stesso mese in cui è Rosanna Spezzati ci ha lasciato… (A.R.)

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Rosanna Frattaruolo
, laureata in Economia, dalla Puglia si trasferisce in Piemonte dove attualmente vive a Rivarolo Canavese, occupandosi di consulenze fiscali. Nel 2017 la sua prima pubblicazione Fragile, edizioni LunaNera. Alcuni dei suoi testi poetici e racconti per l’infanzia sono pubblicati in antologie e blog letterari, riviste e quotidiani tra cui La bottega della poesia, la rivista online Arenaria diretta da Lucio Zinna. Dopo aver intervistato alcuni protagonisti significativi del panorama artistico, letterario e delle arti figurative in genere, dal 2019 è redattrice nel blog di letteratura larosainpiu, curando la rubrica In poesia. Dal 2020 nell’ambito dell’associazione culturale Periferia Letteraria collabora nell’organizzazione e realizzazione di eventi culturali. Nel 2021 pubblica la plaquette Le case con gli occhi verdi, Babbomorto edizioni.

Rosanna Spezzati
 nasce a Foggia e, laureata in Lettere e filosofia in Storia della critica letteraria, insegna italiano e storia in un istituto di scuola superiore. Da sempre appassionata lettrice e divoratrice di romanzi si avvicina alla scrittura poetica già in età adolescenziale con brevi liriche. Dal 2015 Rosanna Spezzati diviene curatrice della casa editrice nonchè web tv Mitico Channel. Per Mitico Channel, dà vita anche ad una trasmissione di respiro artistico-cultura- le da lei condotta dal titolo Un tè con Rosanna, nella quale intervista artisti, personaggi che vivono e producono cultura sul territorio locale e nazionale. Nel 2016 dà alle stampe la sua seconda raccolta poetica dal titolo Sensi di…versi ed. Mitico Channel. Si occupa di attività di critica letteraria con stesura di prefazioni a testi da pubblicare e presentazione di libri.

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