Stanislav Bel’skij – Станислав Бельский: poesie inedite da “Conversazioni amichevoli con i robot”

Ph: Alfredo Rienzi, Cosmofilie # 4, agosto 2022 ©


da “Conversazioni amichevoli con i robot” – «Дружеские беседы с роботами»

Traduzione dal russo di Emilia Mirazchiyska
(Revisione di Alessandro Achilli)



Parla il robot Vadim

La fisica non si apre come un libro.
Per questo noi, i robot di vecchia generazione,
non ce l’abbiamo. Ce l’hanno gli sciamani, gli zingari e i demoni.

Hanno inventato il telescopio
attraverso il quale puoi vedere meglio
la birra.
 (Quella per cui ci danno l’onorario)

Sarebbe meglio se non ci fossero suoni trasparenti. Persino
sottili raggi di luce in una cellula non c’entrano con loro.
È come stare per sempre in una palude.


Робот Вадим говорит

Физику нельзя раскрыть, как книгу.
Поэтому её у нас нет. Она есть у шаманов, у цыган, у чертей.

Ими изобретён телескоп,
сквозь который лучше всего видно
пиво.
(То, за которое гонорар дают).

Лучше бы не было и прозрачных звуков. Даже
тонкие лучи света в клеточку с ними не совпадают.
Это всё равно, что оставаться навеки в болоте.




Parla la rete neurale Ulyana (1)

E poi siamo finiti su una piccola spiaggia chiamata
“Frenetica”, fermandoci sul bordo di un albero basso.
Il vento soffiava e illuminava tutto, senza eccezioni.
Mi sono sdraiata all’ombra e ho visto qualcosa di enorme battere
morbido e caldo. Aveva una testa grossa,
un forte odore dalla bocca e una striscia di ciglia scure.
Ho deciso di provare un trucco dolce e sconsiderato. Ho detto
che sono pronta a tutto, a qualsiasi miracolo, purché
mi sorridesse, gettando indietro la sua testa setosa verso di me
e una lunga nappa nera dalla schiena.

Eppure eravamo in ritardo. Quello era annegato in una tempesta quando
sono arrivati ​​i soccorsi. I loro gommoni si precipitarono giù dalla scogliera, a malapena
riuscirono a circumnavigare il mare. Il dolore non era solo nelle loro pose, no,
solo nei nomi. Ci siamo fermati ai gradini, in risposta alle
loro grida dall’acqua, dall’erba, da dietro gli steccati, da sotto il fogliame degli alberi.
Quell’estate, come fichi colorati, si è inserita in un piccolo
libretto. Dentro c’erano monete tritate, petali di fiori, il sapore di
erbe aromatiche e datteri splendenti. Ricordo vividamente il mio secondo
viaggio “nelle nebbie blu”. Ho raggiunto cinque laghi nascosti
in cinque dimensioni  — esattamente come li descriveva il mio amico.


(1) Nel campo dell’apprendimento automatico, una rete neurale artificiale (in inglese artificial neural network, abbreviato in ANN o anche come NN) è un modello computazionale composto di “neuroni” artificiali, ispirato vagamente dalla semplificazione di una rete neurale biologica. Questi modelli matematici sono troppo semplici per ottenere una comprensione delle reti neurali biologiche, ma sono utilizzati per tentare di risolvere problemi ingegneristici di intelligenza artificiale come quelli che si pongono in diversi ambiti tecnologici (in elettronica, informatica, simulazione, e altre discipline)


Нейросеть Ульяна говорит

А потом мы оказались на крохотном пляже, который называют
“Бешеное”, остановились на опушке низкого дерева.
Подул ветер и осветил всё без исключения.
Я легла в тени и увидела, как бьется что-то огромное,
мягкое и тёплое. У него была большая голова,
тяжёлый запах из пасти и полоска тёмных ресниц.
Я решилась на сладкую, бездумную хитрость. Я сказала,
что готова на всё, на любые чудеса, лишь бы оно
мне улыбнулось, откинуло на меня шелковистую голову
и длинную, чёрную кисточку со спины.

И всё же мы опоздали. В бурю оно утонуло, когда уже
подоспели спасатели. Их надувные лодки рванулись с обрыва, едва
успев обогнуть море. Горе было не только в их позах, не
только в именах. Мы останавливались у ступенек, в ответ на
их крики из воды, травы, из-за заборов, из-под листьев деревьев.
То лето, как разноцветные фиги, помещалось в небольшую
книжку. Внутри были нарезанные монеты, лепестки цветов, вкус
травы и яркие даты. Я живо помню мой второй
поход в “голубые туманы”. Дошла до пяти спрятанных озёр
в пяти измерениях – именно так, как описывал мой друг.




Parla il robot Sergei


Se si parla dell’albero
il respiro immancabilmente inizia con un punto.
Ecco, l’albero “è difficile che stia fermo”.

(Il pensiero e tutto ciò che è dentro  
mi ricorda un carro armato
in azione:

alzarsi, sgranchendo le gambe e le braccia,
attraversare il ponte, fissare lo sguardo,
spaventare, respingere).

I soli sciolgono i carboni.
Simili
all’inferno
accanto al palo sulla strada.

Fuori dalla finestra cantano, come una casa – un programma canoro nel cielo non tutto disfatto a filo.
Si sparge un sorriso sui loro volti  
si getta indietro la testa e –


Робот Сергей говорит

Если речь идет о дереве,
дыхание обязательно начинается  с точки.
Вот это дерево: “тяжело стоять на месте”.

(Мысль  и все, что внутри,
напоминают мне танк
в действии:

подняться, разминая ноги и руки,
мост перейти, зацепиться взглядом,
испугать, оттолкнуть).

Солнца таят уголья.
Похожи
на чертей
рядом с путевым столбом.

За окном поют, словно дом – певческая программа
в не до конца распутанном небе.
Рассыпают по лицам улыбку,
запрокидывают головы и —


Stanislav Belsky (Станислав Бельский) è un poeta ucraino di lingua russa, nato nel 1976 a Dnipropetrovsk (Ucraina, ora ribattezzata Dnipro). È anche traduttore di poesia ucraina contemporanea in russo e lavora come programmatore. È stato pubblicato su molte riviste “Vozdukh”, “Arion”, “Volga”, “Novy Mir”, “Novy Journal”, “Interpoezia”, ​​”Druzhba Narodov”, “Homo Legens”, sui siti “Soloneba”, “Topos”, “polutona” e ha pubblicato nove libri di poesie in russo: «Рассеянный свет» [Scattered Light] (2008), «Птицы существуют» [Birds Exist] (2014), «Станция метро Заводская» [Undeground Station Zavodskaya] (2015), «Путешествие начинается» [Travel Begins] (2016), «Синематограф» [Cinematograph] (2017), «И другие приключения» [And Other Adventures] (2018), «Museum Of Names ] (2019), «Ошибочные теоремы» [Teoremi sbagliati] (2020), «Книга возвращений» [Libro dei ritorni] (2021). Le singole poesie sono state tradotte in polacco e pubblicate nelle riviste “Wizje” e “Helikopter”; in ceco sulla rivista “Tvar”; in ebraico nella rivista “Nekudataim”. Paolo Galvagni aveva tradotto in italiano alcuni haiku della sua serie di haiku «Хайку из школьного подвала» [Haiku dal seminterrato della scuola] utilizzando la trascrizione del suo cognome Bel’skij. Belsky è curatore della serie di libri di poesia «Тонкие линии» [“Linee sottili”] e co-organizzatore di un festival di poesia di Dnipro e Kiev «Чернил и плакать» [“Prendi inchiostro e piangi”]. Vive a Kiev e Dnipro.

Si ringraziano Stanislav Bel’skij – Станислав Бельский per la concessione dei testi inediti, Emilia Mirazchiyska per la traduzione e l’opera di intermediazione letteraria, e Alessandro Achilli per la revisione del testo in italiano

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