Cinque poesie inedite di Franco Trinchero

Ph.: Alfredo Rienzi, agosto 2022 ©


Catàbasi

ed erano approdati, nel madóre
straziante, alla Grotta del Drago:
Leopold strinse la mano di Molly,
fumò una sigaretta, si contorse
un poco, disse addio al lago
specchiante delle stelle moribonde,
un barrito faceva tremare la roccia
nera:
portava fetide pizze in canoa
un valletto nudo dalla pelle glabra,
parlarono dei piercing nella vulva,
di un domani minato,
del rombo coi suoi diapason feroci,
della strada che a Leynì pareva bella
– disse: «ti lascio, bastardo,
molli piume laggiù mi fanno dèa»
– sgorgava un sangue da fori crurali,
un gobbo medico chiamò poi Leopold
infetto

[Moncalieri, luglio 2022]




Sopra un sottile contorno

ed il tempo è una roca foresta
battuta dalla ragazza magra, che forse
è ancóra l’Agnolella; i cani corrono
sempre più allucinati al nero del
suo cappello; lui galoppa
sul perimetro, non si stanca,
si spalma di fango le mani,
avvita un dado al tronco memorabile
che incide con Alfa, con F,
mangia il cuore bollito di non
ricorda chi – non ne ricorda il sesso,
ma una gonna, una gonna sugli occhi
e si frega le mani, e dipinge
un’idea di ritrovata, senza
ricordare la cosa; controfirma
un dispaccio di fonte ignota, scritto
per prevenire il bacio ed il diluvio;
i cani schiattiscono qualche po’;
manda la sua insulsa voce
a frantumarsi sulle rocce, che una gente
remotissima relega tra i morti
nel nome della legge

[Torino, dicembre 1990; con lievi varianti]




Walpurgisnacht (Romantica?)

la lettiga – oh, Milo! – sobbalzava
per le strade serpentine alla salita
verso il sommo del colle: Moncalieri,
l’ospedale, la notte senza stelle
fascicolante nello schifo,
nessuna scala di Giacobbe si mostrava
ma solo vermi neri puteolenti
e un topo immenso dalla coda mozza
sullo sfondo il geroglifo
di una potenza nota da un eterno
tempo
– e si passa in un giro anserino
“qua resurget ex favilla
iudicandus homo reus”
le streghe cavalcavano le scope
verso i Prati di Torino e il Monte Soglio,
ritorna il secolo decimoquinto
come una livida brezza
e domani è un nome, un registro di fame,
un’orfanezza

[Moncalieri, giugno 2022]




Nuovo canto notturno

stasera nubi grigie orlate d’oro
tappezzano il rettangolo vetrino
e la scrittura si fa promessa
ma resecata da un grido
– le valvole del tempo sabotate
fissano un trono di paglia, la spera
è lontananza irraggiungibile
se appena un poco distogli lo sguardo
e pieghi ad un cruóre che trascorre
verso la mezzanotte, l’ora
delle streghe:
Ramona aprì la sua
borsetta,
ne trasse sigarette ed amuleti
(ma non siamo in poesie di Montale:
la pioggia che si spera
è risucchiata da un viscido astro,
la luna non ci porta che radianti
dissimulazioni)

[Moncalieri, giugno 2022]




Un epilogo

«Ritorna più forte
vento di settentrione che rendi care
le catene e suggelli le spore del possibile!»
(E. MONTALE, Notizie dall’Amiata)

un crepito di unghie nella folle corsa,
Fenrir giunge, il maledetto lupo,
Odino rincuora Frigg e la tenera Freya,
ma i denti smisurati sono sempre
più vicini, è la fine, il Walhalla
sta per essere distrutto, il Walhalla
di cui nessuno mai avrebbe dubitato
nella valle di lacrime, nell’aiuola
che ci fa tanto feroci
– le mura immensurabili si sbriciolano
come castello di sabbia
nel rombo assordante unica musica
e vano resterà il gesto di Widar
– ma è domani, la terra è felice
senza più dèi, con un Dio
che vanisce tra i liquami degli asfalti,
cantando un’arcana canzone
antieroica, mentre i Peni si fanno gentili
e la morte non può già che arretrare
«e finché il Sole
risplenderà su le sciagure umane»

[Moncalieri, aprile 2022]

Franco Trinchero è nato ad Acqui Terme nel 1957, vive a Moncalieri, dopo aver risieduto dal 1962 al 2019 a Torino. Esempio di studioso raffinato,  schivo ed appartato, ha pubblicato in versi Vetrofanie inquiete (Menna, 1985), Palinsesto d’amore (1999) e, dopo un lungo silenzio, nel 2014, Verbali d’infrazione (Matisklo Ed.), ripubblicato presso Campanotto Editore nel 2021. Nel 1999 gli è stato assegnato il Premio Montale per la silloge Nel cerchio stretto di Elpís in 7 poeti del Premio Montale (Crocetti, 2000).
Verso la metà degli anni ’90 fonda e dirige per alcuni anni la casa editrice Anaphora.

Leggi anche, nel blog:
Franco Trinchero. Inediti, del 10 febbario 2021
Poeti (di Torino) in 10 righe # 11: Franco Trinchero
Intervista a Franco Trinchero, di Paolo Pera
“Verbali d’infrazione”, di Franco Trinchero: una lettura di Paolo Pera

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