Linea di poesia delle tue fragole di Raffaele Piazza

LaRecherche.it,  eBook n. 328, 2020

Ritroviamo in questo e-book pubblicato su LaRecherche un’ampia selezione di testi tratti da Alessia e Mirta, ultima raccolta di poesie in volume dell’Autore campano, edito da Ibiskos Ulivieri Edizioni nel 2019, che ho avuto piacere di leggere e commentare da non molto ed alla quale rimando preliminarmente all’articolo su Literary.it

L’opera di scelta e selezione è di per sé una forte dichiarazione di poetica, sia che avvenga a distanza di tempo, sia come nel nostro caso, dopo meno di un anno. Va, tuttavia, detto che con questa operazione di editoria digitale Piazza ci obbliga a confrontarci con le pieghe della sua poetica, ormai consolidata, riconoscibile e coesa: infatti la raccolta della quale vengono riproposti una discreta quantità di testi è particolarmente monolitica e la cernita dei testi confluiti ne Linea di poesia delle tue fragole non avrebbe dato esiti troppo diversificati, data la struttura narrativa, architettonica e stilistica di Alessia e Mirta, che vien qui rappresentando in scala ridotta, ma mantenendone tutte le prerogative. E’ nota da tempo l’invenzione poetica di Raffaele Piazza, poggiata sul muoversi di figure femminili, che col tempo hanno assunto le fattezze, per molti versi iconiche e atemporali di Alessia, l’eterna ragazza Alessia e di Mirta, intensa e più realistica e drammatica figura suicida. Va da sé, quindi, che l’interesse in questa raccolta vada naturaliter alle parti inedite, poste quasi tutte in apertura. Coerentemente in alcuni di questi testi Piazza cerca continuità narrativa: « Tesse una musica il marino/ fluire senza tempo, l’onda verde/ che trasparente vola nella forma/ di donna» (Tesse una musica, p. 7). Si ritrovano quindi i climi e gli stilemi, originali e riconoscibili, del poeta, ma affiora a tratti un tono più morbido e suasivo («magia duale», «incanto di sorgente», in Fiore di padre, p. 8; «il tuo di gioia pianto», in Nuvole e Alessia, p. 25). Quest’ultimo componimento citato ci dice due cose: la prima è che pare un compendio stilemico del poeta napoletano e, non a caso, è collocato nel corpo dei testi selezionati dall’ultima raccolta edita; la seconda rimanda alla precisione architettonica, alla sempre viva tensione strutturale di un poeta che riesce a scendere nel quotidiano (trasfigurato e quasi arche tipizzato) con grazia non banale. La concatenazione dei frammenti numerati di Nuvole e Alessia avviene a mezzo di e congiuntive che sembrano voler aperta e inconclusa la sequenza. Tra i testi inediti spicca quello dedicato a Pasolini, che potrebbe suonare laterale, estraneo alla poetica dominante. Ma una parola sembra accomunare l’humus pasoliniano, pur nella complessa articolazione del testo, ed è “innocenza”. La stessa che in qualche modo viene simbolicamente evocata dal titolo, che contiene uno dei lemmi più amati dall’autore, “fragola”, frutto tipicamente di primavera, che profuma, come l’eterna, gioiosa e dolente ragazza Alessia, di una stagione di semi e di speranza.