Poesie da Nell’ora del male

in Simmetrie, Joker, 2000

(Nell’ora del male e della condanna)

Nell’ora del male e della condanna
non possono salvarci le tortuose
linee della vita e della fortuna
o dell’amore
ché il destino non pone condizioni:
incide le sue leggi sulle mani
e nell’iride
ed in ogni parte del nostro corpo
ma non sulla lingua così che ancora
inganni il tempo e per pietà gli menta.


(La rosa nacque bianca)

La rosa nacque bianca
di tenue fibra, delicata sostanza:
fu un simbolismo di maniera
e il rostro dell’amore la grande spina
fu l’odore del sangue
a marchiarla col rosso irrevocabile.
Come offrirtene ora i suoi cinque petali
in terra sconsacrata,
l’essenza del suo nome,
la tintura madre, il corpo fatto etere?
Eppure in qualche modo, come solo io
ho potuto, nel greto
di uno strenuo silenzio, dove il mattino
sperde l’umido delle foglie
ho amato nel lento schiudersi del fiore
la rosa e l’universo.


(In certi lembi della notte…)

In certi lembi della notte, in certi
sonni quando il dolore è più forte già posso
sentire i morti e quelli che gridano
di più che più m’aspettano avevano
armi che non hanno mai
usato, avevano voci di merli e
ghiandaie quando furono assaliti
alla nuca dal tempo senza alcun preavviso.
neppure un rumore, un fruscìo, nulla.


(La spada lo passò da parte a parte)

La spada lo passò da parte a parte
senza usare il fuoco, il fragore, l’odio:
creò voragini (dove neppure
i sensi e la memoria cresceranno
più al sole della vita)
e il margine tra il volo
dei cherubini e la dannazione
dei sassi che affondano
nella melma del fiume
sul greto consumato (dove neanche
i pesci affidano la loro morte).
Nessuno dei vecchi di questo paese
saprà dirne il colore degli occhi.