Poesie da Partenza e prima promessa

in Partenze e promesse. Presagi, puntoacapo, 2019


I.
Era notte fonda e il gallo cantava
già. Grazie madre cara, e scura
per il lume che hai tenuto acceso
                 mangia un po’ prima di metterti in viaggio
pane indurito e sale, non c’è altro.
                 Porta questa con te, mettila vicino al cuore
                 aiuta a ritrovare i sentieri
                 dove si è già passati
avvolgevi accorta in uno scampolo
di tela un pizzico di cenere
                 Porta con te la nostra famiglia.


II.
Nostra madre sapeva che sarei partito
e Beniamino pure, lui solo
che mi supera per anni e per pazienza.
Non datemi il perdono che non chiedo.
Parto nottetempo
senza una parola, un addio
e quell’abbraccio che mi avrebbe inchiodato
(e quelle lacrime d’argento che non avrei potuto trattenere
di qua dall’occhio).
Vi nominerò uno ad uno, fratelli miei che lascio,
a ogni alba e parlerò alla luna come se fosse il volto tuo
sorellina, gocciolina di latte.

[…]

VI.
Non basta il primo sguardo
per dire se il sole sorge o è al tramonto
non conosco il luogo e il confine sterile dei sensi

un minimo offertorio all’ombra che s’accorcia o muore
un accettabile prezzo da pagare

poche volte la conoscenza nasce
adulta e levigata dall’esatta pendenza dei cateti.

VIII
ntica storia, faccenda un po’ consunta
quella dei morti che rinascono
fibra che si riannoda
la resurrezione da festeggiare alla tavola imbandita

ci sono dettagli che non quadrano, traduzioni
che scivolano come piedi nudi sopra argilla e fango
mentre il Golem con tonfo d’alveare muove i primi passi.