Recensione di Gian Franco Barbalace

a Simmetrie, Joker, 2000, in “Medico – Aggiornamento e cultura” supplemento a Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri, anno III, n. 10, del 21 nov. 2001, pag. 3 

Il titolo di questa raccolta di poesie di Alfredo Rienzi rispecchia l’interiore necessità di sistemazione e razionalizzazione della riflessione spirituale e filosofica che organizza e guida la sua ispirazione lirica e la divisione del libro in quattro parti, numero ripartibile in diversi modi simmetrici, ben asseconda questa necessità.
La prima parte, forse la più pensosa, è intitolata “Antinomie” e si compone di liriche aventi tutte titoli con doppia negazione, composte con un linguaggio meditativo e misterico, quasi sibillino, che sembra ispirato al mutevole equilibrio del Tao.
“Arenile” è intitolata la seconda parte, che concede al poeta un più ampio afflato poetico. Essa è formata da poesie senza titoli ispirate al tempo concepito come un’illusione senza traccia che si colma della vita stessa.
La terza parte s’intitola “Nell’ora del mare”. Anch’essa è formata da composizioni meditative senza titoli, ispirate prevalentemente ad un transito verso l’ignoto, verso il mistero della vita e della morte.
La quarta parte prende il nome da un termine apuleiano “Nigredo” suggerito forse dal colore delle zolle smosse dai cinghiali, della nera terra che genera la vita e accoglie la morte. Si compone di liriche numerate progressivamente con le quali l’autore esprime un suo più diretto contatto con la natura, i cui umidori cerulei e argentati, come le acque e le foschie che li generano, esaltano e confondono la materialità dell’uomo.