Sujazztioni d’inchiostro

32 POETI TORINESI IMPROVVISANO SOTTO IL PALCOSCENICO DEL CAFE’ DES ARTS
a cura di Mario Parodi, Impremix Ed., 2017

Piove su un motivo jazz

Ecco: adesso è chiaro:
piove, e piove a tratti piano a tratti
con ferocia, o mormora o sputa grandine
e scendono gravi imprevisti, schegge
di metallo e piume o protopiume
di sauri ancora inabili al volo
come se il suono avesse divelto
gli infissi delle ore e delle ere

piovono rane e pesci incommestibili,
fiori d’acacia buoni da impanare
per gli ospiti al convivio
come nelle piogge miracolose
del Pentateuco e in quelle maledette
da Charles Hoy Fort nel libro dei dannati.
Ma non appena Pauwels e Bergier
ci porgono l’ombrello
che né acqua né fuoco e tantomeno
rane possono vincere
e Sir Galwain sul Verde alza la spada
e l’Eremita srotola il mantello
per proteggerci da troppa tempesta
ecco lo scroscio più forte dalle nubi.

Poi, com’è nella legge
scritta e in quella non scritta
e nell’arcano che passa da bocca
a orecchio, e da orecchio a bocca
sull’ultimo suono che pare un tuono
poi, dicevo,
che nel frattempo è diventato adesso
di colpo
tutto
tace.

Alfredo Rienzi
giovedì 29 settembre 2016