“Rosa del battito”, di Donatella Nardin, FaraEditore, 2020

Rosa del battito, di Donatella Nardin, FaraEditore, 2020
Prefazione di Riccardo Deiana, Nota di Fabrizio Bregoli


Poesia e mistero si interrogano nei versi della Nardin, perché è il “non detto” il centro nevralgico della poesia, soltanto questo sa offrire “da solo il suo senso profondo”. […] la dichiarazione di poetica che è alla base di questo nuovo lavoro di Donatella [è] l’assunto della inconoscibilità dell’esistenza, in cui siamo tuttavia immersi con le nostre vite, sempre alla ricerca di un “polline di suono” (C. Rebora) che si presti a offrire uno spiraglio di comprensione, prospettiva a cui solo l’amore autentico sembra assolvere.
È poesia della perdita, quella che Donatella ci offre, nella forma di un dialogo prima di tutto con se stessa perché possa diventare tramite verso l’altro, tentare un ricongiungimento con quanto abbiamo perduto, con chi abbiamo lasciato, restituirci alla dimensione della “comunione dei vivi e dei morti” (G. Raboni) nella rispettiva compresenza.
Senza timore di essere considerata inattuale, Nardin rivendica la praticabilità della poesia degli affetti e, consapevole delle forme della contemporaneità, sa bene che questo richiede una forma asciutta. senza eccesso lirico o sentimentalismi, per poter essere credibile: la sua poesia è un procedere in equilibrio precario sulle parole, “germogli e pietre”, con una cifra personale, e dunque intima, per sapervi scovare “l’inespresso tepore/ delle nevi”, decifrarne le “frontiere d’ombra”.
[…]
Concludendo, Donatella Nardin ci offre la sua poesia come zona franca, disarmata e disarmante nella sua semplicità schietta, senza inutili camuffamenti, con una voce poetica mai ammiccante, ma fedele solo alla sua necessità di esprimersi, umile nel porgersi all’altro “nell’alba chiara” che ci vede “amici, amanti, fratelli” e, ancora prima, esseri umani che sanno condividere “l’enigma che siamo”…

(dalla Nota introduttiva di Fabrizio Bregoli)




Particelle elementari

Per ogni passante acconcia
nonna Luisa – rarefatta
e impareggiabile ormai tra i rossi
sbocciati in giardino –
l’onda azzurra di uccelli in festa
che sapienziale le avvolge
le tempie e il sorriso.

Il fiorire è la bocca.

E più vicino è qualcosa di memore
donato all’essere appena sfiorato,
materno infine a purissima
fonte del tepore nell’aria sgorga,
supplisce, traspare.
Possa quell’intimo sole, divenuto
pane e carezza, ridarti fiato
e luce e respiro

per infiniti battiti ancora

(pag. 21)



Nevi

Fiocchi di neve sui volti
arrossati delle maree:

da quell’idillio tracima
la nudità delle attese.

Quando più non saremo
riposo anche noi troveremo

nel tacito affidarsi ad una luce
bambina, tanto viva e generosa

quanto l’abbraccio furtivo
delle nevi, al di là delle cose

terrene appena sfiorate
dalle labbra voluttuose

del mare.

(pag. 25)



L’invisibile che sorride

Affiora dalla trama l’invisibile
che sorride, stretto in uno scialle
ricamato dal fulgore,
s’infila tra le labbra un fiore,
un dettaglio,
un lieve trasalire:
bellezza all’improvviso
come un umile sasso
scheggiato da un raggio di sole.

Sciogliere gli occhi nella bellezza,
dosare nella vita come
nel tratteggio i chiaroscuri,
fronteggiare, fronteggiarsi
è questo il segreto
per tacitare ciò che palpita
e trema ancora?

(pag. 30)



L’arte del mancare

– L’assenza è una pallida rosa
che inerme rafforza la presa –

pensava asciugandosi lieve
la tristezza dal volto

e in essa, bagnata dai baci,
l’attesa che affama e reclama.

Ma ora sapeva come fluire
nei giorni e non scolorire:

bastava sanguinare leggera
le dolci allegrie che rendono

meno crudo il mancare.

(pag. 37)



Parola

Incidimi sui palmi il mondo,
di rosso melograno traboccami.

Quando tutto rovina, come qualcosa
che ancora sogna e smisura

oltre il recinto del dicibile
sopravvivimi parola

e fa’ che tutto ciò che ho amato
in te si compia e perduri.

(pag. 79)

Donatella Nardin è nata e vive a Cavallino Treporti (Venezia). Appassionata da sempre di lettura e scrittura, soprattutto poetica, solo negli ultimi anni ha deciso di dare visibilità ai suoi scritti partecipando a vari concorsi letterari. Nel 2014 ha pubblicato la sua prima silloge poetica In attesa di cielo (Ed. Il Fiorino), nel 2015, con la stessa Casa Editrice, la raccolta di liriche Le ragioni dell’oro. Molte sue poesie e alcuni racconti sono stati inseriti in Antologie di Concorsi Letterari, in raccolte collettanee di Case Editrici come LietoColle e Fara (Gymnopedie, Architetture e altre opere belle, 2017) in riviste del settore e in siti on line dedicati. Rosa del battito (FaraEditore, 2020) è la sua ultima raccolta di poesia.




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