Parole sulla poesia: consigli dell’ultimo www.enerdì del mese # Ottobre 2021 (Claudia Ruggeri, Gaetano Arcangeli, Gabriele Galloni, Pierluigi Cappello, Libero De Libero)

interventi, saggi, recensioni, attualità e memorie dal web
la poesia non sia mulinello di leggi-e-getta

Ho ripreso, in questi ultimi mesi, a puntare il radar su lavori recenti, ma riguardanti autori o argomenti che hanno operato negli ultimi decenni del Novecento, o dopo.
Il progressivo aumento di titoli di poesia pubblicati (si parla di un migliaio all’anno, nell’ultimo biennio) destina sempre più, ma sempre più superficiali attenzioni agli ultimi arrivati (non inganni il numero di recensioni o mere esposizioni). Un libro, anche di valore, invecchia in due-tre anni, raccoglie la maggior parte delle attenzioni e recensioni nei primi mesi, poi il metaforico scaffale lo inghiotte e manca il tempo di riesumarlo a fronte dei nuovi arrivati. Detto semplicemente e con didascalica approssimazione. Ma c’è una cerniera di tempo delicato, tra l’attualità e la memoria, nel quale il lettore del presente ha anche, secondo me, una qualche speciale responsabilità, un dovere di resistenza all’oblio precoce. Questo discorso forse avrebbe ancora più urgenza per mantenere in vista opere e autori di quella zona grigia tra il contemporaneo e un passato più recente, non ancora storicizzato (tutto – o quasi – è relativo e in fluire, comunque) o in odore di poterlo diventare. Ma questa volta ho esteso le osservazioni anche un po’ più indietro, dove in alcuni casi, per buona sorte, una sufficiente luce resta per ora resta accesa…

Raffaele Floris, Rileggendo poesia. Libero de Libero, su La pagina della cultura – Spazio letterario di International Web Post, del 22 ottobre 2021

Silvio Ramat, nella sua rubrica La poesia italiana 1900-1945 ([su Poesia, Crocetti – ndr], n. 73, maggio 1994), avvertiva l’urgenza di non prendere per buone, sempre e incontrollatamente, le parole della critica riservate a Libero de Libero: esponente, secondo alcuni, di un “vero e proprio surrealismo italiano”, secondo altri un “ermetico della seconda generazione”.
Anche perché “surrealismo è frasi che vanno in cortocircuito, bruciando per impensati contatti che creano una semantica alternativa a quella contemplata nei canoni correnti; surrealismo è scorci che dànno la scossa perché la lingua soggiace alla prepotenza di un dettatore intimo e oscuro, su cui il poeta non dovrà cercare di chiarirsi troppo. Ma in de Libero non v’e nulla che bruci o scuota nei termini or ora accennati.” …leggi tutto

Carlo Bortolozzo, Pierluigi Cappello: nelle intercapedini del dolore, scoprire il cielo, su Il Sussidiario.net/ Cultura / Letture, del 4 ottobre 2021

[…] Per purezza, forza, pazienza e sensibilità Pierluigi Cappello ha qualcosa di Kafka. Sentiva, come il grande scrittore boemo, che la vera conquista era la capacità di abbandonarsi. “Abbandonarsi, nel mio caso specifico, alla lingua, alla parola e in definitiva alla vita”, come scrive in una delle sue ultime prose, la stupefacente Cassacco, anno zero (ora in Un prato in pendio, Rizzoli 2018). Abbandonarsi, ma senza rinunciare alla lotta, fino alla fine. Condannato da un male incurabile, aveva ancora la forza, reperita non si sa dove, di chiamare al telefono gli amici e leggere loro i suoi versi, “aria strappata centimetro per centimetro al vuoto”.  Il canto lo salvò dall’annientamento. Viveva grazie alla poesia e attraverso la poesia… …leggi tutto

Emanuela Chiriacò, A Gabriele Galloni, Poeta (1995/2020), su LeccePrima, del 6 settembre 2021

Gabriele Galloni era un “ladro di fuoco” per citare Arthur Rimbaud, un Poeta senza età e senza tempo il cui talento unito a gentilezza ed educazione difficilmente si può dimenticare. Abbiamo cercato di restituirgli qualcosa che gli dovevamo e che per una serie di coincidenze non è stato possibile realizzare quando ancora era in vita.
Gabriele Galloni esordisce a soli ventidue anni con la silloge Slittamenti (Alter Ego-Augh! Edizioni, 2017 con la prefazione di Antonio Veneziani); per essere così anagraficamente giovane, Galloni è già stilisticamente maturo tanto da unire alla tradizione lirica di cui è figlio un mondo lirico unico, personale, che dei suoi e dei nostri giorni ha calcolato il peso, e la grazia successiva ed eventuale (“Dei nostri giorni calcolammo il peso/la grazia successiva ed eventuale.”) come se in lui fosse insita l’incosciente consapevolezza di essere un breve soffio di vita …leggi tutto

Raffaele Floris, Rileggendo poesia. Gaetano Arcangeli, su La pagina della cultura – Spazio letterario di International Web Post, del 6 settembre 2021

[…] Spirito indipendente, refrattario sia ai cenacoli culturali che alle poetiche conclamate, sul finire della prima metà del secolo Arcangeli rappresenta una voce solitaria, controcorrente, teneramente allusiva, come quelle ceramiche morandiane che, nella loro dimessa quotidianità, conservano la patina delle memorie e del tempo (M.L. Bramante Tinarelli). Ungaretti in quell’occasione si sbagliava: i libri di Gaetano Arcangeli non sono “durati nella memoria”. Quando un autore percorre per tutta la vita il suo solitario sentiero, controcorrente (talvolta addirittura in modo involontario) rispetto ai “cenacoli culturali”, ai “manifesti”, ai codazzi allineati e coperti, stia pur certo che l’oblio non tarderà a manifestarsi. ...leggi tutto

Giuseppe Travaglini, Claudia Ruggeri, la poetessa del vuoto e del mistero, su giuseppetravaglini.com, del 4 settembre 2021

La scrittura di Claudia, che raggiunge alcuni vertici nella sua prima silloge, Inferno minore, pubblicata postuma, era letteraria e spontanea a un tempo. Il suo bagaglio di letture veniva fuori senza che la sua poesia perdesse di freschezza. Reminiscenze classiche amalgamate a un linguaggio moderno. Nella poesia di Claudia Ruggeri si intravedono Dante e Montale, Cavalcanti e Campana, Bellezza e Zanzotto. E un’infinità di voci poetiche della tradizione e dell’oggi. Ma il risultato è tutto suo, reso affascinante dal cortocircuito tra cultura e movenze quotidiane. …leggi tutto

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