Lesyk Panasiuk: “Volti sparsi”, inediti

Traduzione dall’ucraino di Alessandro Achilli

Volti sparsi

I

I soldati russi calano sui paracadute dei nostri volti
tenendosi agli angoli delle nostre labbra

Adesso i nostri volti non sono volti
Ma paracadute sparsi
adesso è più difficile per noi riconoscerci

E loro calano e calano
i nostri volti gonfi sporchi
lacerati sbattuti sulla terra seminata di rottami delle nostre vite




II

I soldati russi coi carri armati nel nostro cortile
ci entrano in casa
a leggere i nostri libri e non capiscono l’ucraino l’inglese il polacco il bielorusso il ceco il lettone
il lituano il romeno lo svedese il tedesco il francese il georgiano il croato il turco lo spagnolo
e nemmeno il russo

Chiedono ai vicini di spiegargli qualcosa mentre li pestano a sangue
chiedono alle vicine di spiegargli qualcosa mentre le stuprano
chiedono ai bambini di spiegargli qualcosa che muoiono di fame in cantina

Ci dicono che siamo la nazione che legge di più
ma io non capisco un cacchio mi grida il soldato un cacchio capisco


I nostri volti tremano
come di un soffio di vento



III

I soldati russi cucinano il cibo dei nostri ripiani, dei nostri frigo
al fuoco dei nostri libri

Bruciano i debutti poetici del duemila venti
poi del duemila dieci poi del duemila poi degli anni novanta ottanta settanta sessanta
i libri ucraini fino alla fine
bruciano i libri tradotti
bruciano i libri in originale
bruciano i classici e i contemporanei

Bruciano tutti gli autori che ci hanno influenzato
bruciano quelli che abbiamo cominciato
quelli che abbiamo letto e stavamo per leggere
bruciano le nostre poesie
pubblicate
non pubblicate

non scritte

e questa poesia sui nostri volti brucia in quel falò
ché i soldati russi riescano finalmente a mangiare




IV

I soldati russi decidono di distrarsi
guardando le foto di quand’eravamo piccoli

guarda questo, fa il coniglietto, o questo, che sembra scemo
io invece mi vestivo da soldato
io da guerriero
io da marine
che popolo stupido i coniglietti
qui abbraccia un cane come fosse una bambina
io avevo una sciabola
io una pistola
io correvo col fucile
loro invece coi cagnolini fanno ridere ste foto
che se la rida un po’ anche il fuoco

Brucia l’infanzia e gli anni di scuola
le loro particelle carbonizzate si sollevano e ricadono sui nostri volti sparsi sulla terra




V

I soldati russi sono vermi che spuntano dalla loro russia nera
per morire in pozzanghere di lacrime ucraine

Volano qui su aerei ed elicotteri
calano qui sui paracadute dei nostri volti
attraccano qui con le loro navi da guerra
arrivano qui con le loro armi sulla linea delle nostre vite

E muoiono in cielo
muoiono in terra
muoiono in acqua
muoiono e muoiono


Ma non ci sono sorrisi
i nostri volti sono ancora sparsi in terra


Lesyk Panasiuk è uno scrittore, traduttore, designer e performance artist ucraino. Autore di tre libri di poesia (in ucraino), libri in traduzione pubblicati in rumeno e russo, opere individuali tradotte in 11 lingue. Traduttore e co-traduttore di libri di Valzhyna Mort, Siarhei Prylutski, Dmitry Kuzmin, Artem Werle e di tre antologie di letteratura bielorussa. Vincitore di vari concorsi letterari. Borsista del Presidente dell’Ucraina per gli scrittori (2019). Residente e studioso di residenze internazionali per scrittori e traduttori in Lettonia (Ventspils, 2019) e Polonia (Varsavia, 2021).

Alessandro Achilli è Ricercatore di Slavistica presso l’Università degli Studi di Cagliari. Ha studiato all’Università degli Studi di Milano, specializzandosi in Slavistica e Germanistica. Si occupa prevalentemente di poesia moderna e contemporanea in area slava, su cui ha pubblicato numerosi articoli in rivista e capitoli di libri. Sta lavorando a una monografia sulla poesia ucraina indipendente della tarda età sovietica e ad articoli e saggi sulla cultura poetica moderna e contemporanea tra Ucraina, Bielorussia, Russia e Polonia.

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